Suicidio di un paziente, non è giusto che siano sempre i medici a pagare
Il presidente dell’Ordine dei medici Luigi Biancalani interviene sul caso del medico rinviato a giudizio per omicidio colposo
PRATO. In merito al processo nel quale un medico è imputato di omicidio colposo per il suicidio di una paziente, il presidente dell’Ordine provinciale dei medici Luigi Biancalani ha inviato il seguente intervento.
«Come oggi sia difficile svolgere la Professione Medica lo si evince anche dal leggere dalla stampa cittadina che un medico, in servizio di guardia all’ospedale di Prato, è stato rinviato a giudizio per non aver previsto un suicidio. Sembra quasi incredibile. Non entro nel merito del caso specifico, di cui non conosco i particolari, e sono vicino alla famiglia che ha vissuto un dramma così grande e che ci richiama al problema dell’assistenza ai malati psichiatrici, sicuramente insufficiente rispetto ai bisogni anche dei parenti.
Ma vorrei fare alcune considerazioni generali: nel momento in cui si parla di ospedale per acuti, la Regione ed il SSN chiedono ai medici di non esercitare la medicina difensiva e di usare sempre più appropriatezza nell’affrontare le problematiche sanitarie, come dovrebbe comportarsi una medico? Francamente ci sono delle contraddizioni che purtroppo alla fine ricadono sempre e comunque sul medico. Non è pensabile che tutti i pazienti, in virtù di quella pratica della medicina difensiva che a parole si dice non corretta, debbano essere ricoverati né, tanto meno, che a pagare siano sempre e soltanto i medici. Occorrerà trovare una soluzione legislativa perché non è giusto che ci siano professionisti che non rispondono mai del loro operato e la categoria medica che deve rispondere a tutto, anche a vicende che hanno dell’incredibile e che costringono il medico a lavorare senza la necessaria serenità».
Il presidente Luigi Biancalani
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