La manifestazione
Prato, il centrodestra e il nodo delle primarie
La proposta del Tea party scuote la maggioranza, ma Magnolfi, Mazzoni e Bambagioni blindano il sindaco Cenni. Ma Tosoni rilancia
PRATO. Roberto Cenni ha una sua tabella di marcia da percorrere quasi in solitaria: decidere sul suo bis basandosi esclusivamente su valutazioni personali e sulla costruzione di un'alleanza di governo. «Questo viene prima di ogni altra cosa, primarie comprese» constata imperturbabile.
Il sindaco, di fronte all'istanza avanzata dai Tea Party (in testa Soldi e Zecchi) di farlo passare da un voto della base di simpatizzanti, è diviso fra un briciolo di incredulità, il fastidio per la pressione ricevuta e il desiderio di circoscriverla a proposta non vincolante per le amministrative.
È attonito se pensa alla prassi nazionale del centrodestra: «Saremmo l'unica città in Italia a celebrare le primarie, invece, dovremmo pensare a mettere avanti a tutto la costruzione di una coalizione proiettata a governare più che a vincere le elezioni». Si fa sgomento se rimugina sull'accusa di aver protratto oltremodo i tempi per dire di sì alla ricandidatura: «Non capisco questo tentativo di tirarmi per la giubba. Io non ho posto condizioni di sorta sulla mia scelta, se poi qualcuno vuole offrire, in contrapposizione rispetto a me, altri nomi faccia pure».
Lo scetticismo, ben presto, lascia spazio a una realistica e più pacifica presa d'atto: «Chiedere le primarie è lecito. Altrettanto giusto ritengo che ciascuno segua tempi e soluzioni che crede giuste». Del resto, una consapevolezza di fondo c'è: l'arco temporale per ufficializzare la decisione è agli sgoccioli e ben presto sapremo se – come si attendono i suoi alleati – si ributterà nella mischia per affrontare una nuova campagna elettorale. A incalzarlo, del resto, è – sempre nel perimetro della sua coalizione – il Nuovo Centrodestra, un partner significativo in consiglio comunale: «Mi meraviglio che passino le settimane e non ci siano risposte definitive» scandisce il coordinatore regionale, Alberto Magnolfi. Un esponente che, ad esempio, pur non considerando un “dogma” le primarie – specie nei Comuni con sindaci uscenti da confermare – apprezza lo strumento della consultazione e, in misura maggiore, pretende chiarezza dal sindaco: «Non mi sembra secondario comprendere i tratti della sua ricandidatura. Nel 2009 era chiaramente espressione del centrodestra, oggi appare con un'identità più civica, a 360 gradi».
Dunque, se deve esserci il bis allora il primo cittadino dovrà andare oltre i confini della sua stretta maggioranza. Recuperando alla causa cenniana, forse, gli Indipendenti per Prato e le componenti passate, nei 4 anni e mezzo di mandato, all'opposizione? Neanche a parlarne, secondo il coordinatore di Forza Italia, Riccardo Mazzoni: «Avrebbe le sembianze di un inganno verso gli elettori. Essere credibili comporta per noi l'impedire qualsiasi operazione di ripescaggio».
La posizione del senatore sul nodo Tea Party è esplicita: Cenni in campo senza se, senza ma e pure senza primarie: «Se le tenessimo le stravincerebbe. La sua popolarità si spinge ben oltre gli elettori di centrodestra. Ugualmente penso che ne uscirebbe politicamente indebolito».
Allontana questo pericolo garantendo sostegno totale e incondizionato, assolvendolo per aver fatto trascorrere invano settimane e mesi senza una risposta: «Cinque anni fa lo scegliemmo ad aprile e vincemmo. Non trovo la tempistica un argomento dirimente e non abbiamo intenzione di tirarlo per la giacca». Che sia questione di giubba (quella che si è visto agitare il sindaco) o di giacca la sostanza è la stessa: le primarie nel centrodestra restano un argomento tabù. Risolutive, in proposito le parole del leader Udc, Bambagioni: «Col bis di Cenni il no alle primarie verrebbe capito anche da un bambino».
Eppure, un altro esponente del centrodestra insiste per le primarie, si tratta di Federico Tosoni. «Ho seguito con molta attenzione la proposta dei ragazzi del Tea Party pratese, di organizzare le primarie in vista dell'imminente scadenza elettorale. Ritengo che la valutazione sullo stato attuale del Centrodestra locale sia corretta e condivisibile e la soluzione proposta è forse l'unica vera strada da percorrere anche per il sindaco in carica, che ha espresso in tutte le ultime dichiarazioni pubbliche non pochi dubbi a riguardo della sua idoneità a guidare nuovamente la città e questa coalizione che, vale la pena ricordarlo, ha perso molti pezzi per strada».
Secondo Tosoni, «l'esperienza del partito democratico, non bisogna avere paura ad ammetterlo, ci insegna che la strada più giusta, moderna, e consapevole sia quella del confronto democratico, per decristallizzare un sistema impantanato da vecchie logiche di potere distanti ormai anni luce dalle esigenze dei cittadini».
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