Il Tirreno

Prato

La rivolta dei terzisti: dopo le grida dei filatori, i rifinitori rincarano

di Ilenia Reali
La rivolta dei terzisti: dopo le grida dei filatori, i rifinitori rincarano

Prato, per Macchioni i committenti "non guardano al di là del loro naso e per 50 centesimi uccidono i terzisti e si condannano a morte". Per Vignali "ci strangolano mettendo all'asta gli ordini"

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PRATO. I terzisti hanno perso la voglia di chinare la testa e basta.  Lido Macchioni, presidente del Consorzio lavorazioni tessili e soprattutto filatore pratese, ha finito la pazienza. E fatta fuori la calma e la diplomazia con cui da anni si occupa di temi come la responsabilità solidale anche nel tessile denuncia con parole fortissime lo sfruttamento dei committenti nei confronti delle aziende terziste. E lo fa utilizzando parole durissime, ben più forti di come abbia fatto in passato. Una durezza su cui lo segue anche un rifinitore Ivo Vignali. «Dall’analisi dei bilanci presentata dall’Unione industriale pratese a dicembre - riferisce l’imprenditore - è emerso che ci sono settori che stanno avendo delle buone performance ma anche che i produttori di filati e di tessuti non stanno annegando e che anzi, la sfangano. Ma a che prezzo?».

Ed ecco che nel dare risposta a questa domanda Macchioni alza il tono. «I committenti - dice - stanno saccheggiando le aziende a monte distruggendo tessiture, filature e rifinizioni che non a caso hanno i bilanci peggiori. Stanno distruggendo un sistema aggredendo quelle aziende che hanno costi maggiori e tanti dipendenti. Per non distribuire 50 centesimi in più distruggono quello che è stato creato in anni e anni e che è la ricchezza della città».

Alla base dello sfogo di Macchioni le notizie che altre aziende terziste a fine anno hanno deciso di cessare l’attività. «Una bella fetta di imprenditori pratesi - mette in evidenza senza peli sulla lingua - sono bottegai che non guardano al loro naso e che non si rendono conto che uccidono gli altri per condannarsi a morte certa».

fdffsd  Per Ivo Vignali il collega Macchioni ha ragione da vendere. "Ogni volta che c'è un   ordine viene messo all'asta", riferisce il titolare della rifinizione pratese. "I committenti accettano l'impossibile e arrivano da noi chiedendoci anche ciò che è impossibile fare". "Hanno mille pretese ma di aumentare anche di un minimo le tariffe non se ne parla. Viene richiesta sempre una maggiore qualità, anche perché oggi senza è impossibile rimanere sul mercato, e sempre a un prezzo inferiore giocando sul fatto che comunque noi abbiamo macchine e dipendenti da pagare e dire no a un'ordine è sempre molto difficile".Anche Vignali non va per il sottile. "Siamo strangolati e ricattati continuamente. E più i committenti sono grossi e quindi consapevoli che il terzista non può perderli come clienti, più se ne approfittano senza rendersi conto che più mettono noi in difficoltà più pian piano decretano anche il loro di futuro".

Possono metterci alle strette ma solo perchè, comesi dice a Prato, noi terzisti "siamo cani sciolti". "Abbiamo sempre troppa difficoltà a metterci insieme ed a portare avanti concreti progetti per farci valere", conclude Vignali.

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