Finanza
Baixa lascia Prato e va a Montemurlo
Ancora un’altra serranda si abbassa nel centralissimo corso Mazzoni, ma solo a causa del canone di locazione troppo alto
PRATO. Si può abbassare la saracinesca nel salotto buono di Prato per ritirarla su a Montemurlo nella zona di Fornacelle? Sì, se l’affitto costa quasi quattro volte meno e si smette di pagare canoni a peso d’oro. Certo, via Udine a Montemurlo non è Prato ma, nel suo piccolo, può diventare appetibile pesando sulla bilancia entrate e uscite. In fuga dal caro-affitti, da corso Mazzoni a Prato a Fornacelle di Montemurlo: tra le sette vetrine spente lungo la strada più centrale di Prato (mai così tante finora), segnalate dal Tirreno nei giorni scorsi, ce n’è una che racchiude una storia di disagio e difficoltà a rimanere in piedi, proprio a causa dell’affitto troppo alto. A raccontarla è Tania Pellegrini del negozio di bigiotteria “Baixa”, in corso Mazzoni 26, quello che ha alzato bandiera bianca il 24 dicembre scorso dopo che il proprietario del fondo, 100 metri quadrati di superficie di vendita, aveva annunciato di voler ritoccare all’insù l’affitto: 2400 euro al mese da gennaio 2014, 200 euro in più rispetto al 2013 (l’inaugurazione del negozio risale a settembre 2012). Tania non si è arresa e, insieme alla socia Debora, ha deciso di migrare verso altri territori più “convenienti” dal punto di vista degli affitti, nella fattispecie in via Udine a Montemurlo vicino al negozio “Sottocosto”. Innegabile la differenza dei due mercati ma, buttandola sul piano dei costi, il canone del locale di corso Mazzoni risulta particolarmente salato per i tempi che corrono: a Montemurlo, dove è in allestimento il nuovo negozio che cambierà nome (forse l’insegna sarà “Tania bijoux-accessori moda”) e riaprirà a fine mese, le due commercianti pagheranno 650 euro d’affitto, più o meno a fronte delle stesse dimensioni del fondo di corso Mazzoni.
«Pagavamo cifre folli per un fondo “colabrodo” che aveva problemi di infiltrazioni d’acqua – racconta Tania - Abbiamo trascorso l’inverno scorso con i secchi in mezzo alla stanza, oltre a rimanere al freddo perché non funzionava il riscaldamento. Eravamo perennemente vestiti con i giubbotti per stare in negozio. Vorrei che i proprietari dei fondi capissero come, con prezzi per l’affitto così alti a fronte di fondi vecchi e in pessimo stato di manutenzione, il centro storico sia destinato a morire. A metterci i bastoni fra le ruote, anche il continuo pullulare di mercatini e bancarelle dentro le mura che ha portato via una fetta del nostro ricavo. Se poi ci mettiamo il quadro di delinquenza e microcriminalità, ne viene fuori lo spaccato di un centro poco appetibile per attrarre investimenti. Ed è un vero peccato: lo dico da pratese nata in piazza San Marco, una che ama la sua città. I proprietari si mettano una mano sulla coscienza: l’aumento degli affitti è una batosta per il commercio locale».
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