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Consorti e Fiondi, appello per una Valbisenzio unita

Consorti e Fiondi, appello per una Valbisenzio unita

Per i due ex sindaci di Vaiano con un Comune unico è possibile mobilitare risorse per sfruttare il settore idrico e gestire meglio l’emergenza frane

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VAIANO. Natale Consorti e Fiorenzo Fiondi, che hanno ricoperto la carica di sindaco di Vaiano, alla consultazione del 19 gennaio voteranno a favore del Comune Unico e contro l'annessione di Cantagallo. Una scelta che ha origini nel passato ma guarda al futuro. «Spaccare la valle in due non ha senso – spiegano – è un territorio omogeneo e come tale va amministrato». Secondo i due ex amministratori, di fatto, i tre comuni collaborano già da tempo insieme: durante gli anni '90, quando l'industria tessile pratese è andata in crisi, la Valbisenzio ha reagito in modo compatto cercando una strategia comune, inoltre con l'esperienza dell'Unione dei Comuni molti servizi sono già associati, infine le scuole medie di Vaiano sono utilizzate anche dai ragazzi di Cantagallo.

«Ho gestito – spiega Consorti – il distacco del territorio del comune di Barberino del Mugello dal consiglio della comunità montana della val di Bisenzio nella parte della Calvana sulla sinistra del fiume. E' stato un lavoro paziente che ha coinvolto i vari uffici tecnici e non soltanto la parte politica dando ottimi risultati». Fiondi, invece, guarda al futuro e tratteggia anche qualche strategia. «Da Vaiano a Vernio siamo uniti dal Bisenzio, una risorsa importante, che potrebbe costituire un' alternativa al tessile, attraverso un piano pubblico di sfruttamento delle acque per produrre energia». Modificando l'idea nata negli anni '50 di creare un bacino di acqua a Cantagallo, Fiondi pensa ad un progetto per creare vari impluvi che possano essere utilizzati anche come riserva d'acqua durante i periodi di siccità. Un' altra proposta targata Fiondi-Consorti è un piano comune per gestire l'emergenza frane. «Uniti – spiegano – si può presentare un piano alla Regione o all'Ue per la salvaguardia dell'ambiente. Se ognuno progetta soltanto sul proprio territorio difficilmente riusciremo ad ottenere qualcosa». L’unione dei tre comuni non risolverà tutti i problemi, ma potrebbe essere la strada per andare verso una risoluzione concreta. «Ovviamente – continuano i due ex sindaci – ci sono anche aspetti negativi che però sono contenuti rispetto alle potenzialità dell'unione». Qualche perplessità invece è sollevata sull' iter proposto; la consultazione non avrà nessun valore, inoltre non è previsto il quorum, quindi potrebbe non rappresentare la volontà degli abitanti della val di Bisenzio. «Dalla consultazione al referendum indetto eventualmente dalla Regione – concludono – c'è comunque tempo per migliorare il programma pensando anche ad una ridefinizione dei confini interprovinciali».

Alessandra Agrati

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