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Prato

Provincia di Prato, ricorso al Tar contro il Comune

di Cristina Orsini
Provincia di Prato, ricorso al Tar contro il Comune

Sull’urbanistica è guerra senza esclusione di colpi tra la Regione e la Provincia da una parte e il Comune dall’altra. In ballo la tutela di 400 ettari di aree agricole

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PRATO.  Tiro incrociato sul Piano strutturale del Comune approvato in via definitiva la scorsa primavera  Provincia e Regione hanno presentato due ricorsi al Tar, il Tribunale amministrativo della Toscana, nel giro di pochi giorni: i primi di gennaio la Regione, ieri, 7 gennaio,  la Provincia.
 

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Una delle aree agricole messe in trasformazione- Le foto

«Non è una guerra tra istituzione - precisa il presidente Lamberto Gestri - ma è un atto dovuto nel rispetto dei ruoli istituzionali. La Provincia tra le sue funzioni ha quella della tutela del territorio che il Piano strutturale del Comune invece punta a consumare in particolare in quelle aree rurali che sono le ultime delle quali la città dispone e che è nostro dovere proteggere».

Materia del contenzioso, che parte da lontano, un sostanzioso pacchetto di aree, 400 ettari, che il Comune ha messo in trasformazione: 287 ettari di aree esclusivamente agricole trasformate in prevalentemente agricole («L’anticamera della cementificazione» afferma Gestri) e 110 ettari ad esclusivo uso agricolo trasformate in urbane, quindi edificabili sulla base dei nuovi regolamenti urbanistici. Si tratta di zone agricole attorno alle Cascine di Tavola, nell’area pedecollinare della Calvana, aree rurali a Paperino, a San Giorgio a Colonica, alle Fontanelle, attorno al il casello autostradale di Prato Ovest e tra Sant’Ippolito e la ferrovia.

Tabelle di confronto tra le aree agricole del Ptc e del Piano strutture

Ci sono poi 300 ettari non sono oggetto di contrasto tra Comune e Provincia che sono aree rurali che il Piano strutturale trasforma da prevalente uso agricolo in urbano «che mi sembrano più che sufficienti - è il giudizio dell’assessore al Governo del territorio Alessio Beltrame - per realizzare le linee di sviluppo contenute nel Piano strutturale del Comune». Due gli assi sui quali il ricorso al Tar presentato dalla Provincia si snoda: «Il primo - continua Beltrame - riguarda il netto, evidente, contrasto tra lo strumento urbanistico della Provincia (il Ptc ndr) che quelle aree mette in salvaguardia e lo strumento urbanistico del Comune che invece le trasforma. Il secondo - prosegue - riguarda la violazione commessa dal Comune con l’atto che ha ripristinato l’efficacia del Piano strutturale attraverso un comportamento che definirei elusivo e arrogante».

 

Vicenda complicata e che riguarda tempi e decisione della commissione paritetica della Regione alla quale la Provincia ricorse appunto per sanare il contrasto. Per il Comune che anche su questa base ha presentato ricorso al Tar contro il Pit regionale (la carta urbanistica entro la quale vivono il parco della piana e il nuovo aeroporto di Peretola), la commissione non avrebbe rispettato i 120 giorni necessari per decidere. Secondo Provincia e Regione (è matera del ricorso al Tar) invece la decisione - arrivata lo scorso autunno - sarebbe stata perfettamente nei tempi.

«Anche perché il giudizio della commissione - puntualizza Beltrame - che aveva rilevato il contrasto tra strumenti urbanistici era già stato dato in sede di prima riunione della commissione convocata il primo ottobre 2013». «E’ stato un dispiacere - commenta Beltrame -non essere riusciti a ricomporre il contrasto con uno strumento che invece, per sua natura, punta alla conciliazione». Un passaggio l’assessore al Governo del territorio lo dedica alla messa in salvaguardia, da parte della Regione, dei 700 ettari di terreno che invece il Comune reclama: «Solo 60 ettari di quelli tutelati dalla Regione - conclude - coincidono con quelli messi il salvaguardia dalla Provincia».

Legenda della mappa delle salvaguardie: le zone blu sono quella esclusivamente agricole trasformate in prevalentemente agricole dal Piano strutturale (287 ettari); le zone rosse sono quelle a esclusivo uso agricolo trasformate in urbane dal Piano strutturale (110 ettari). le aree tratteggiate in rosso (300 ettari) non sono oggetti di contrasto tra Comune e Provincia e sono aree rurali che il Piano strutturale trasforma in prevalente uso agricolo in urbano. 

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