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Prato, fumi dell’ospedale, l’Arpat propone un incontro per ottimizzare le emissioni

Prato, fumi dell’ospedale, l’Arpat propone un incontro per ottimizzare le emissioni

Alcuni residenti di via Ciulli nelle scorse settimane avevano accusato dei disturbi fisici. Alla riunione chiamati a partecipare Comune, Provincia e Asl

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PRATO. Sulla vicenda dei fumi prodotti dagli impianti termici del nuovo ospedale, e chiamati in causa dai residenti di via Ciulli per alcuni disturbi fisici accusati le scorse settimane, l’Arpat regionale ha diffuso un comunicato nel quale si spiega che «per quanto riguarda il quadro emissivo dell’ospedale si fa presente che è determinato da due impianti esistenti: quattro impianti termici di riscaldamento a metano a condensazione per complessivi 9 Mw, autorizzato dalla Provincia, dal quale deriva il fumo bianco segnalato, che è vapore acqueo; due gruppi elettrogeni a gasolio di emergenza per la produzione di energia elettrica nel caso di black-out (dal quale deriva il fumo nero segnalato), che deve essere provato periodicamente per verificarne l'efficienza (circa un'ora la settimana). In questo periodo di alta pressione ed inversione termica il fumo/vapori prodotto da tali impianti, come quello di tutte le emissioni in atmosfera, tende a ristagnare a bassa quota».

Arpat ha proposto al Comune di Prato «la convocazione di un incontro tra i diversi soggetti istituzionali interessati (oltre al Comune stesso, la Provincia, la Asl e Arpat) al fine di poter valutare congiuntamente tutti gli aspetti igienico-sanitari e ambientali emersi in questi primi mesi di servizio del nuovo presidio ospedaliero. In quella sede, a proposito delle emissioni in atmosfera, potrebbero essere valutate tutte le azioni possibili per ottimizzare le modalità di gestione delle diverse emissioni prodotte dall'ospedale».

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