Il Tirreno

Prato

Bagni senza porte e spazi angusti

Bagni senza porte e spazi angusti

Nuovo ospedale: medici e infermieri stanno sperimentando sulla propria pelle i problemi logistici, di arredi e organizzativi

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PRATO. Al nuovo ospedale di Prato si lavora in condizioni molto difficili, non solo per la carenza del personale, ma anche per la mancanza di spazi e per un'organizzazione, affidata ad un concessionario, molto orientato a soddisfare bisogni economici e con tempi di reazione lunghi. La denuncia è corale da parte di tutti i sindacati preoccupati per una situazione che ormai dura da quattro mesi. «Lavorare in queste condizioni è faticoso e deprimente – spiega Rodolfo Cambi dell'Aaroi Emac - anche se cerchiamo di svolgere il nostro compito al meglio. La questione delle poltrone è una delle tante, mancano le stanze del medico di guardia e quindi dobbiamo cercare di arrangiarci negli spazi che abbiamo. All' ultima assemblea hanno partecipato 94 medici, un record assoluto, abbiamo presentato un documento alla direzione con tutte le criticità. Stiamo aspettando una risposta».

Intanto si allunga la lista dei problemi legati all'architettura del nuovo nosocomio: il numero degli armadietti nello spogliatoi è insufficiente, sottostimato di almeno 200, l'aerazione continua a non funzionare; l'aria all'interno è viziata in quanto rimessa continuamente in circolazione, nei bagni mancano le porte e chi fa la doccia nel seminterrato è esposto agli sguardi di tutti visto che anche qui non ci sono chiusure. Niente carta igienica nè cestini. I ferri vengono sterilizzati da una ditta esterna quindi in un numero ristretto. Prima di Natale è stato rimandato un intervento programmato altrimenti in caso di urgenze non ci sarebbe stata la strumentazione a disposizione. Nei poliambulatori ristagna un cattivo odore di fogna ma se si aprono le finestre entrano i gas dei tubi di scappamento delle ambulanze. E ancora problemi per le pulizie; fino a una ventina di giorni fa nelle sale operatorie venivano fatte in concomitanza con le operazioni. Ora gli orari sono stati risistemati, ma il personale non è infermieristico e quindi se deve transitare da una sala operatoria all' altra in cui c'è un paziente ad aspettare, deve attendere che si liberi. Manca il bar la cui gestione non è ancora stata appaltata, mentre per i parcheggi c'è una trattativa in corso per trovare un prezzo uguale in tutti e quattro i nuovi ospedali della Toscana. Ci sono pochissime stanze per il medico del turno di notte e le poche progettate non hanno finestre. Infine gli ambulatori spesso sono troppo piccoli e in alcuni reparti l' illuminazione è solo artificiale. Problemi che in alcuni casi saranno di difficile soluzione (le stanze non si possono allargare) mentre per altre avranno tempi lunghi. «L'azienda – spiega Massimo Rasile della Cgil – si è posta obiettivi molto alti da raggiungere senza mettere in conto le reali condizioni in cui il personale è costretto a lavorare. Sono molto preoccupato anche su come verrà gestito il picchio di ricoveri e di accessi al pronto soccorso che inevitabilmente si manifesterà in concomitanza con l'ondata di influenza prevista per la fine del mese. Il vecchio ospedale era molto più flessibile». Anche Massimo Cataldo della Cisl denuncia una carenza di spazi. «La logistica è decisamente critica, addirittura il cambio delle consegne al cambio del turno viene fatta nei corridoi appoggiandosi ai banconi, inoltre il servizio di informazioni al desk e di centralino sono affidate alla stessa persona, in entrambi i casi c'è una violazione della privacy».

Alessandra Agrati

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