La manifestazione
Prato, Pitti Uomo alla Fortezza: un avvio deludente
Secondo i quindici imprenditori pratesi che partecipano al salone: sbagliato anticipare la data d’inizio
PRATO. Stand affollati, ma al di sotto delle aspettative. «Poteva andare meglio», per dirla alla maniera degli imprenditori del settore moda che questa mattina avevano appuntamento con Pitti Uomo, fiera internazionale del settore menswear, di scena da oggi fino a venerdì alla Fortezza da Basso di Firenze. Il primo giorno, non ha confermato l’affluenza delle precedenti edizioni, principalmente a causa della scelta di anticipare la data di partenza a ridosso della fine delle vacanze natalizie.
Per il distretto pratese, presente alla manifestazione con 15 marchi, resta una piattaforma unica per lanciare nuovi prodotti sui mercati internazionali e testare l’andamento del settore. «Come primo giorno è andata bene – afferma Mirko Buffini, titolare dell’azienda di accessori Waka srl, – però, la mia opinione, condivisa anche da altri, è che non sia stata una scelta felice anticipare la data di partenza del salone al 7 gennaio, in quanto ha costretto molti espositori a rinunciare alla partecipazione, non avendo avuto il tempo di sviluppare la collezione. Anche sotto il profilo dell’affluenza, non è stata una scelta positiva: il periodo coincide coi primi giorni di saldi e molti negozi in questi giorni sono impegnati nelle vendite».
La scelta della data non è stata gradita nemmeno alla storica azienda pratese Annapurna. «Le impressioni di questa prima giornata sono buone ma poteva andare decisamente meglio – dice Andrea Galli, direttore commerciale – nonostante abbiamo avuto un buon numero di visitatori allo stand, bisogna tener conto che è venuta a mancare una fetta importante di clientela, come quella russa; oggi, infatti,nei paesi ortodossi si festeggia il Natale. Inoltre, a causa del maltempo, sono mancati anche diversi clienti dall’America».
Per il presidente degli industriali di Prato, Andrea Cavicchi, le date italiane sono condizionate dal calendario internazionale delle fiere, da cui non si può prescindere. «Sarebbe interessante – dice - riuscire a fare sinergia con Milano e dar vita a una vera e propria settimana della moda italiana. A giugno, in concomitanza con il salone, ci sarà una settimana di eventi della moda a Firenze, su cui il governo investirà molte risorse come annunciato alla conferenza inaugurale di stamani (ieri ndr): credo che questa sia una grande occasione anche per il manifatturiero, un treno da non perdere, al quale dobbiamo agganciarci».
Artigianalità in primo piano. «Anche se la prima giornata serve ai visitatori per fare un giro di perlustrazione – spiega Raffaele Riela del Lanificio Lamberto (L3) - non è andata male. Nei giorni centrali ci aspettiamo il picco dell’affluenza, intanto stiamo avendo i primi riscontri positivi a dimostrazione che il prodotto made in Italy mantiene il suo appeal».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

