Il dolore
Di scommesse illegali si può morire
L’omicidio del Macrolotto alza il velo sul fenomeno. Ecco come funzionano le puntate online e cosa rischia il “banco”
PRATO. Se davvero l’omicidio di Zhu Yunting, il cinese di 55 anni trovato morto sabato mattina in un piccolo locale di via Gora del Pero, fosse legato al gioco d’azzardo, si tratterebbe della conferma che di scommesse si può morire, nella comunità orientale di Prato.
Un gioco pericoloso, sempre più legato ai computer e sempre meno ai tavoli del Mahjong o del poker. Dalla stanza dove ha trovato la morte Zhu la squadra mobile ha portato via un computer. C’erano computer anche nella stanza dove fu ucciso Zhou Zheng Guo, 39 anni, il 5 agosto in via Cadamosto, ma tra i due episodi al momento ci sono solo analogie, non collegamenti, avvertono gli investigatori. Anche perché l’omicidio di Zhou Zheng è ancora irrisolto.
L’unico altro precedente risale al 30 luglio 2012, quando Huang Languang uccise a coltellate Tang Wenchu nel piazzale dell’ex lanificio Fedora, in via Albano Laziale, per un debito di gioco di dieci anni prima. O meglio, perché riteneva che la vittima lo avesse portato a un tavolo da poker pieno di bari dove lui, Huang, nel 2002 aveva perso 10.000 euro.
Storie che raccontano di come la vita di un uomo non valga molto, in certi ambienti. E come il denaro possa offuscare la mente delle persone fino a trasformarle in assassini.
Il sistema illegale delle scommesse online cinesi (ma non solo) a Prato funziona pressappoco così. C’è una postazione gestita da un allibratore che ha accesso a un sito generalmente con sede in Cina. La stragrande maggioranza dei giocatori non possiede carte di credito, e comunque preferisce il contante. Il gestore fa da “banco”: riceve il denaro e carica un conto sul sistema, che serve al giocatore per fare le puntate. Se questo perde, i soldi sono già in mano al gestore. Se invece vince, e magari vince molto, il gestore deve essere immediatamente solvibile, altrimenti nasce un problema che può portare allo scontro. È questo il movente dell’omicidio del Macrolotto? Ancora presto per dirlo. L’altra possibilità è che il gestore, avendo in mano i codici, ceda alla tentazione di alleggerire qualche conto. Altro grosso problema, perché è molto facile essere scoperti.
E’ un fatto che a Prato si giochi molto, legalmente e illegalmente. L’ultima statistica del progetto Alea (Federconsumatori) diffusa nel 2011 stimava in 904 euro la spesa annua procapite, una tra le più alte in Italia, a cui certamente la comunità cinese dà un bel contributo. Un’indagine di pochi mesi fa, sempre di Alea, stima che il 25% dei giocatori siano cinesi, e che il 2% di questi si possano permettere puntate fino a 10.000 euro alla settimana. Se girano davvero così tanti soldi, è facile che nascano anche grandi problemi, tenendo conto che qui stiamo parlando solo del gioco legale.
Le bische clandestine tradizionali sembra non siano più tanto di moda tra i cinesi. Un piccolo indizio lo forniscono le notizie sulla scoperta di queste bische da parte delle forze dell’ordine. Erano state 10 nel corso del 2012 (prevalentemente in via Pistoiese, ma anche in via Bonicoli, via Giordano, via Damiano Chiesa, via Tazzoli) e sono state appena 4 nel corso del 2013 (tutte concentrate nelle vie della Chinatown). E’ relativamente semplice scoprire i tavoli da gioco, più difficile bloccare il flusso di puntate illegali sui computer. Ed è lì che ci sono i soldi veri.
Paolo Nencioni
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