Il Tirreno

Prato

Prato, di chi è la colpa se gli argini dei fiumi crollano e cadono i massi

Prato, di chi è la colpa se gli argini dei fiumi crollano e cadono i massi

Franco Galeotti (Wwf Prato) difende le nutrie e mette sotto accusa i taglio degli alberi autorizzati dalla Provincia e dai comuni della Valbisenzio

1 MINUTI DI LETTURA





PRATO. La tesi che all’origine della fragilità degli argini dei nostri fiumi, e del Bisenzio in particolare, ci siano le nutrie, sostenuta dal presidente dell’Ordine degli agronomi e dei forestali Luca Mori, non convince affatto Franco Galeotti coordinatore delle guardie del Wwf di Prato che ci ha inviato il seguendo intervento nel quale si chiama in causa l’opera di deforestazione in corso ormai da anni nella nostra provincia.

« Facile dare la colpa alle nutrie! Perchè Luca Mori non si fa un giro per i boschi della Vallata per vedere lo scempio dei tagli degli alberi autorizzati dalla Provincia, l’ ultimo in ordine di tempo quello eseguito addirittura dentro l’ area protetta dell’ Acquerino-Cantagallo. E’ da criminali devastare il patrimonio boschivo naturale della Val di Bisenzio così come viene fatto attualmente. Il prezzo ambientale lo paghiamo a valle e nella piana dove le acque delle precipitazioni meteo, non più rallentate da un'adeguata copertura arborea e dal sottobosco, si riversano con violenza causando ingenti danni.

Anche i tre comuni valligiani, Vaiano, Cantagallo e Vernio hanno le loro colpe: con le loro delibere hanno consentito, anzi addirittura obbligato, a tagliare tutti gli alberi ai lati della locale rete stradale nel raggio di 6 metri sia a monte che a valle. Risultato prevedibile: un aumento delle frane e caduta massi sulle stesse strade. Che tristezza....».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini