Il Tirreno

Prato

Corsa a sindaco Biffoni non ci sta Cenni è in campo

di Cristina Orsini
Corsa a sindaco Biffoni non ci sta Cenni è in campo

Senza l’asso del deputato, Pd nel caos, ai renziani l’onore di trovare l’alternativa. Lista civica per il bis del sindaco

5 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Come un riflesso condizionato: «Il candidato sindaco è Biffoni». Detto, ripetuto, confermato da tutta quella galassia composita che è il cuore pulsante del Partito democratico di Prato. Cuperliani, civatiani, uomini di Franceschini non hanno dubbi: il Matteo pratese, delfino del Matteo fiorentino al vertice supremo del partito, inizierà la corsa che lo porterà alle amministrative della prossima primavera. «Perché - così si dice - è la scelta naturale dopo il risultato delle primarie per il segretario nazionale (82% di consensi per Renzi ndr) è il candidato forte ed è l'indicazione netta della città».

E invece no. La notizia al contrario è che Matteo Biffoni, nonostante convinzioni e certezze, di scendere in campo, allo stato attuale, non ci pensa proprio. O per dirla con le parole di uno dei "renziani" a lui più vicini, Filippo De Rienzo: «Matteo è fuori dai giochi. E come ha già detto innumerevoli volte - puntualizza - potrebbe essere della partita solo se la situazione degenerasse al punto tale da costringere il partito a fargli una richiesta precisa. Cosa che fino ad ora non è accaduta».

Insomma, giochi a incastro per il candidato sindaco ancora tutti da fare. E con poco tempo a disposizione: sulla carta le primarie Pd sono fissate per il 23 febbraio (ma potrebbero slittare di una ventina di giorni), ed entro il 20 gennaio invece dovrà essere definitiva e depositata la lista dei "corridori" per lo scranno di Palazzo comunale targati Pd che da quel momento in poi si dedicheranno alla raccolta delle firme.

Ma senza la carta Biffoni chi sarà il candidato forte Pd? Precisamente da qui, iniziano i giri di parole con cadute nel politichese ma con un obiettivo più o meno condiviso: tentare di percorre la strada del candidato che unisce per evitare le già sperimentate esperienze "tafazziste".

«Il candidato deve essere forte, vincente, condiviso e ci deve portare alla vittoria del Comune e al governo della città - è il giudizio di Ivano Menchetti, ex coordinatore dalla mozione Cuperlo durante il congresso - Aspettiamo a gloria la decisione finale di Biffoni che però deve essere veloce altrimenti si dovrà procedere di conseguenza». Ovvero con l'individuazione di un altro candidato. Chi, non si sa.

Anche per Gabriele Alberti, ex candidato segretario provinciale per i "civatiani" «le scelte di Biffoni sono dirimenti». Se ci sarà lui, Biffoni, anche l'anima civatiana per quanto composita convergerà. Senza, potrebbe essere il segnale del "liberi tutti".

Se i civatiani pratesi dovessero scegliere un candidato proprio, il nome in pole sarebbe quello di Simone Mangani.

«C'è anche un'altra possibilità - continua Alberti - una terza via, che è quella più civica: scegliere, come coalizione, un candidato fuori dal mondo della politica. Ma è una strada ancora tutta da perlustrare». Un nome, tra i tanti, gira da alcuni mesi come possibile "civica" a sinistra, quello di Irene Sanesi che pare però abbia già ringraziato e declinato l'invito.

Palla in campo ai renziani, in riunione permanente o quasi: l'onere e l'onore di fare la prima scelta, proprio per le vittorie ottenute in questi anni, tocca a loro. Ma prima devono affinare le posizioni: c'è tra i renziani chi vorrebbe Biffoni-sindaco. C'è invece, e non sono pochi, chi vorrebbe un soluzione alternativa: candidato renziano e riconoscibile di certo ma senza scomodare il deputato che in un futuro prossimo, con elezioni all'orizzonte del 2015 e con Matteo Renzi di certo in pole per il premierato, potrebbe iniziare una carriera politica folgorante tutta giocata a Roma ma con forti ricadute anche su Prato.

Discussione aperta su un punto, in particolare: l'identikit del renziano da scegliere. Ovvero, se sia tra quelli "con il bollino" cioè della prima ora e allora la scelte dovrà avvenire tra un gruppo molto ristretto di nomi, o se invece si potrà allargare il giro anche nella società civile d'impronta renziana. «Nomi ce ne sono già - fanno sapere - ma devono restare ancora riservati».

Ancora per poco però. Perché il segretario provinciale Gabriele Bosi ha convocato una segreteria per il 7 gennaio. Da lì si accenderanno i motori per le primarie Pd con una successiva(forse la settimana dopo) convocazione di un'assemblea-fiume per mettere sul tavolo i nomi dei papabili.

Bosi sta lavorando sulle primarie di coalizione così come chiesto - tra gli altri - da Gabriele Alberti «perché corrisponde - spiega - alla volontà di costruire un progetto condiviso. Auspico un coinvolgimento più ampio possibile - continua - che vada da Sel alla Federazione della sinistra, all'Idv ma per arrivare fino a Scelta Civica e Udc».

Gli incontri sono in atto «anche se per ora sono avvenuti con i partiti della sinistra - spiega Bosi - e senza che si sia definito un accordo. Mia intenzione - prosegue - è quella di dialogare anche con Scelta Civica». Molto più perplesso resta sul coinvolgimento di almeno di una parete dell'Udc. Eventualità che invece fa infuriare Marco Monzali, civatiano: «Aprire all'Udc è una follia - attacca - una coalizione con dentro il partito che ha sostenuto di più in questi anni Roberto Cenni di certo non la voto. Se dovesse accadere farei una lista civica per contrastarla».

Liti sui partecipati alla coalizione a parte, le primarie saranno quasi certamente allargate (con Sel che sta cercando un proprio candidato a sindaco fuori dal mondo della politica) cosa che potrebbe creare qualche difficoltà all'unico candidato sindaco del Pd per ora in campo: Simone Tripodi, capogruppo alla circoscrizione Est , leader di Prato Ripartiamo: «Una lista - spiega - dentro il partito e non civica». Se tornata di coalizione sarà, Tripodi per correre dovrà ottenere il via libera dal 35% della assemblea Pd. Una missione impossibile.

«Ma ha anche un'alternativa - spiega il segretario Bosi - chiedere la firma al 20 % degli iscritti». Ce la farà?

Sul fronte del centrodestra, dubbi a parte, sembra ormai certa la decisione del sindaco uscente Roberto Cenni di tentare il bis. Sostenitori di questa linea "senza se e senza ma" Forza Italia e Udc.

Correre con chi? Con una lista civica che gli uomini vicini al sindaco stanno già lavorando per creare, sostenuta da partiti e altre liste civiche. Cos'ha spinto Cenni a fare un passo avanti anche se ancora non ha ancora ufficializzato la sua candidatura?

Le rassicurazioni ottenute dai partiti disponibili a impegnarsi davvero per conservare in mano al centrodestra l'unica città toscana non ancora tornata al centrosinistra. Cenni scioglierà ufficialmente le riserve più avanti, quando a sinistra la situazione sarà meno confusa e magari si conosceranno i nomi dei competitor.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa