Sicurezza
Prato, argini crollati: "Cominciamo col togliere di mezzo le nutrie"
Il presidente dell’Ordine degli agronomi e forestali di Prato, Luca Mori, sollecita interventi per prevenire danni provocati dalle gallerie scavate dai roditori
PRATO. «È necessario eradicare le nutrie dal Bisenzio». Il crollo di un argine del Bisenzio avvenuto domenica scorsa ha indotto Luca Mori, presidente dell’Ordine dottori agronomi e forestali di Prato ha inviare un intervento alla stampa col quale si sollecita un’azione nei confronti delle nutrie, i piccoli roditori che ormai da anni popolano i nostri corsi d’acqua.
«I crolli e gli smottamenti degli argini che in questi giorni di intensa piovosità hanno raggiunto livelli preoccupanti - osserva Luca Mori - devono farci impegnare in un'opera continua e certosina di prevenzione. Purtroppo la subtropicalizzazione mediterranea ci proporrà con sempre maggiore frequenza fenomeni meteorologici di forte impatto. Se a questi si aggiungono fattori di incuria da parte dell'uomo e di alterazione del patrimonio biologico, la questione diventa molto preoccupante. Mi chiedo perciò cosa si aspetta ad iniziare (non studiare-indagare: si è già fatto!) la completa eradicazione (estirpazione, ndr) delle nutrie dagli argini dei nostri fiumi. Dobbiamo forse aspettare che qualche argine, a contatto con la massicciata ferroviaria, crolli, a causa del combinato indebolimento dovuto alle gallerie scavate da questo roditore (proveniente dal Sud America ed introdotto accidentalmente nelle nostre zone) in occasione di piogge violente e ripetute? Dobbiamo aspettare il sinistro, con fatalistica rassegnazione?».
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