Proteste
La donna sepolta a Iolo forse è morta folgorata
È una delle ipotesi avanzate dagli inquirenti: su una mano ha lesioni compatibili con una forte scarica elettrica. Potrebbe essere rimasta vittima di un infortunio
PRATO. Potrebbe essere morta folgorata la donna trovata sotterrata a Iolo, in via Albertesca, lo scorso novembre. Ulteriori accertamenti dovranno stabilire se questa intuizione dello staff che sta cercando delle risposte nei resti del cadavere sarà confermata. A sostegno dell’ipotesi ci sono due dati.
Il primo: la donna ha su una mano delle lesioni compatibili con la folgorazione. Il secondo: l’assenza di altri elementi che raccontino cause diverse da questo tipo di morte. Nessun segno di violenza, infatti. Nè colpi di arma da fuoco nè di arma bianca. Se l’ipotesi degli inquirenti fosse confermata, la donne potrebbe essere morta in seguito ad un infortunio sul lavoro.
Ovviamente l’esame esterno, scrupolosissimo, del corpo non è sufficiente e sarà fondamentale cosa emergerà da altre tipologie di accertamento.
E’ invece sicuro che la donna era di origine cinese, aveva circa trent’anni ed era di bassa statura. E anche che non risulta censita da nessuna parte e quindi molto presumibilmente era senza permesso di soggiorno. Tutto questo mette in evidenza una lettura della situazione che fa porre delle domande. Preoccupante sarebbe infatti se emergesse che la comunità cinese sta adottando il metodo dell’interramento per disfarsi di cadaveri scomodi.
Il corpo della giovane cinese venne trovato il 28 novembre scorso in via Albertesca a Iolo intorno alle 14,30 da un agricoltore che stava dissossando un terreno a bordo del suo trattore per procedere con la semina. Improvvisamente dalle terra ha visto puntare un piede. «Ho guardato meglio - ha raccontato il trattorista - e ho visto che sì, non mi sbagliavo: era proprio un piede». L'uomo ha immediatamente dato l’allarme. Sulla base dei primi accertamenti medico legali è mereso che quel corpo era appartenuto a una donna probabilmente morta 2-3 mesi fa. Il cadavere era avvolto in un sacco di plastica Erano le 14 di giovedì 28 novembre.
Il mistero della donna sepolta ha avuto una prima risposta quando si è avuta certezza della nazionalità. Il sospetto avanzato quasi subito dagli inquirenti ha trovato conferma grazie all’esame del Dna disposto dal sostituto procuratore Lorenzo Gestri e affidato al dottor Ugo Ricci.
Una volta accertata la nazionalità della donna si è cercato di darle un nome. Un traguardo non ancora raggiunto e con una ulteriore complicazione: nessuno si è fatto avanti a reclamare quel copro.
I carabinieri del Nucleo investigativo agli ordini del capitano Stefano Verlengia in queste settimane hanno continuato a esaminare tutte le denunce discomparsa nella comunità cinese, ma nessuna corrisponde al caso di Iolo.
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