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Prato

Ancora in coda, disoccupati e senza domani

Ancora in coda, disoccupati e senza domani

«Ho quarant’ anni, dovrei essere nel pieno della vita, e invece sono qui senza nessuna certezza»

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PRATO. Lunghe code anche ieri ai patronati per presentare la documentazione per iscriversi alle liste di mobilità o di disoccupazione, ma soprattutto tanta rabbia e delusione per una situazione che sembra non avere mai fine.

«Dobbiamo inventarci tutto ancora una volta – spiega Simone operaio tessile – ma questa volta è veramente difficile: ho provato anche a fare l'imprenditore cercando di acquistare una tabaccheria, ma neppure quella è la strada giusta. Bisogna avere capitali per ottenere un prestito e io non posso garantire nulla. Per iniziare ci voglio troppi soldi, talmente tanti che partirei indebitato e dovrei lavorare soltanto per cercare di sanare la situazione. L'alternativa è chiedere un prestito per vie non tradizionali, ma io non voglio entrare in questo meccanismo. E quindi intanto sono venuto a presentare la documentazione per avere la disoccupazione».

Nessuno ha voglia di parlare di raccontare la propria storia un po' per vergogna, un po' perchè non c'è nulla di nuovo, è un copione che si ripete da troppo tempo: andare al patronato con i documenti richiesti, presentarli e aspettare che qualcosa cambi. In tanti ieri mattina si sono alzati presto per mettersi in coda alle circoscrizioni e poi al patronato. Una ragazza racconta di essersi svegliata alle 6,30 per arrivare fra i primi alla circoscrizione sud dove c'erano a disposizione soltanto venti appuntamenti. «Giovedì sono arrivata alle 8,15 e avevano già esaurito i numeri, non posso rischiare di perdere altro tempo». La crisi colpisce tutti uomini, italiani, stranieri donne, sono tutti ugualmente in coda.

«Mi sento presa in giro – spiega una delle tante donne in coda – ieri quando toccava me all' Inps il computer è andato in tilt e quindi non ho potuto avere notizie sulla mia pratica, oggi sono nuovamente in coda per presentare i documenti. E' un' assurdità. Ci stanno levando la dignità del vivere».

Poche le speranze e le prospettive.

«L'anno è iniziato nel peggiore dei modi, cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno, ma invece è per metà vuoto. Da una parte mi cerco di convincere che peggio di così non potrebbe andare e quindi le cose devono migliorare, dall'altra guardo le condizioni in cui mi trovo e mi sento avvilita. In casa cerco di simulare il mio stato d'animo, ma sono veramente svuotata e umiliata. Anche ieri mattina tornare a fare la fila per avere la disoccupazione mi ha umiliata. Ho 40 anni dovrei essere nel pieno delle forze, con una vita impostata sui giusti binari invece, per l'ennesima volta, mi trovo ad avere solo incertezze».

Alessandra Agrati

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