Il Tirreno

Prato

Gara dei trasporti pubblici è sfida a francesi e tedeschi

di Giovanni Parlato
Gara dei trasporti pubblici è sfida a francesi e tedeschi

Parla Alberto Banci, ad di Cap e Ctt Nord: «Puntiamo sulla qualità dei lavoratori ma il sindacato dovrà rinegoziare gli accordi per essere ancora più competitivi»

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PISA. Ci provano anche francesi e tedeschi ad accaparrarsi l’appalto del trasporto pubblico in Toscana. Un affare da almeno 250 milioni di euro. Sono otto le società che hanno manifestato il loro interesse a partecipare alla gara unica. Ci sarà tempo fino a maggio per presentare un’offerta dettagliata. A giugno si insedierà la commissione regionale che dovrà esaminare le proposte e, presumibilmente, a settembre i giochi saranno fatti.

Se vincerà una società straniera, in Toscana verrà azzerato un sistema d’imprese che ha cento anni di vita e non rinascerà più. Fra nove anni non ci sarà più nessun toscano che potrà fare questo servizio perché non esisterà più un sistema industriale toscano.La partita che si gioca è vitale. Abbiamo parlato con Alberto Banci, amministratore delegato della Ctt Nord che raggruppa il trasporto pubblico di Pisa, Livorno e Lucca nonché ad della Cap di Prato che controlla la Ataf di Firenze. E che rappresenta il riferimento di maggioranza all’interno del Consorzio Mobit che sfiderà le multinazionali estere.

Dottor Banci il suo gruppo rappresenta l’imprenditoria toscana. Come vi siete organizzati in questa corsa al bando?

«I soggetti del Consorzio Mobit che partecipa alla gara è costituito dal gruppo Ctt che opera su Pisa, Livorno, Lucca; la Cap di Prato che è il soggetto industriale di Ctt che ha comprato anche Ataf di Firenze. Questo è il gruppo Ctt. Poi, all’interno del Consorzio, ci sono Bus Italia con l'altro pezzo di Ataf (quindi le Ferrovie) e l'azienda Atiemme che governa Arezzo, Siena e Grosseto. Dentro questo Consorzio il 50% del capitale della rappresentanza lo hanno Ctt e Cap. Noi siamo il gruppo del 50%, siamo la maggioranza. Tanto è vero che il presidente del Consorzio, Alfrendo Fontana, è della Ctt. Gli altri due soggetti e quindi Bus Italia e Atiemme hanno circa il 25% l'uno. Questa è la nostra compagine. Se vinciamo noi, questo consorzio gestirà per i prossimi dieci anni il territorio e quindi le aziende che ne fanno parte continueranno a gestire il servizio nei territori competenti».

Ma i requisiti per vincere la concorrenza quali sono secondo lei?

«In generale è di avere un miglior costo in produzione e un miglior costo in qualità. Noi dobbiamo puntare in tutti i modi a recuperare produttività per essere al massimo competitivi. Noi ci siamo, ma non sappiamo ancora come è il capitolato, quindi mancano i termini di riferimento. Oggi la Regione ha solo dato alcune indicazioni per capire l'interesse».

La Regione ha fatto sapere che l'offerta economica comunque peserà per la valutazione finale soltanto per il 40%.

«Non è poco, ma è molto importante. Per l'affidamento di questi servizi ha un valore il costo e quindi l'offerta economica. Tuttavia, a parer nostro ha ancora più valore quello che è la qualità del lavoro e del lavoratore. Non sappiamo i conteggi come saranno eseguiti e su quali parametri di qualità saranno strutturati perché queste gare hanno dei vincoli ben precisi e non è così semplice riservare punteggi ai valori qualitativi».

La trattativa in corso con i sindacati potrà avere conseguenze sulla gara futura?

«La trattativa in corso serve a mettere i conti in ordine dell'azienda e ad avere un costo di lavoro in linea con i parametri standard della gara perché la Regione ha fissato dei parametri standard con cui dovremo confrontarci».

E la conseguenza quale sarà?

«Chiediamo al sindacato di rinegoziare l'accordo aziendale che porti ad essere competitivi con quel tipo di parametri. Se possiamo stare in quei parametri possiamo fare l'offerta altrimenti no e l'offerta la farà qualcun altro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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