Il dolore
Comprano casa ma da oltre sei mesi pagano anche l’affitto
Il caso di due famiglie che hanno già sborsato 500mila euro Da giugno la cooperativa Abitcoop non riesce a finire i lavori
PRATO. A invogliarli nel 2010 fu l’idea di avere i servizi a portata di mano, l’abitazione a un tiro di schioppo dal centro. Via del Melograno, a ridosso della porta medievale con vista sulle mura trecentesche: 18 appartamenti sono stati tirati su dalle ceneri di fatiscenti stanzoni, nell’ambito del piano di recupero della cooperativa Abitcoop. Eppure il sogno della casa dentro le mura non si è ancora avverato, a chiavi già consegnate.
Due famiglie pratesi, cinque persone imparentate fra loro, rischiano di finire sul lastrico avendo investito tutti i risparmi sul mattone, per un totale di 500mila euro: aspettano di varcare la soglia di due unità abitative poste sullo stesso pianerottolo, l’una di fronte all’altra, ancora inagibili mancando le rifiniture dell’edificio e gli allacci con le reti del gas, elettricità e acqua.
Brutta storia, quella di Paola Luzzi e famiglia che a giugno dell’anno scorso venderono la vecchia casa di Paperino con la prospettiva di stabilirsi in quella nuova in via del Melograno. Del resto, proprio per non “rischiare” si erano dati un anno di tempo per liberare il vecchio alloggio di Paperino.
E il 30 giugno, Abitcoop aveva già consegnato le chiavi degli appartamenti di via del Melograno, l’uno di 100 metri quadrati e l’altro di 70.
«Poi però abbiamo saputo da un muratore che il cantiere si era fermato: intanto, la cooperativa con una lettera ci autorizzava a collocare i mobili nelle case», racconta arrabbiata la signora Paola che ha comprato l’appartamento più grande dove andrà a vivere con la madre e una delle due figlie mentre l’altra con il marito aspetta di sistemarsi nell’appartamento più piccolo. Intanto però sono costretti a pagare un affitto per avere un tetto sopra la testa visto che la consegna degli immobili, inizialmente prevista a giugno 2013 poi slittata a settembre, è stata di nuovo posticipata.
«Ci siamo affidati a un legale per far valere i nostri diritti. Dove sono andati a finire i nostri soldi? Solo poco prima di Natale, per il tramite del nostro avvocato, abbiamo saputo che la cooperativa avrebbe incontrato delle difficoltà a terminare i lavori. Ora ci dicono che la consegna definitiva sarà a giugno 2014. Intanto, ci tocca pagare un affitto che scadrà a settembre. Non è facile avere contratti di locazione per brevi periodi brevi e, oltretutto, ora ci troviamo in gravi difficoltà economiche dopo aver speso tutti i nostri risparmi».
L’appartamento più grande è costato 330mila euro, quello più piccolo 290mila: nel primo caso è stato versato per intero l’importo dovuto, nel secondo oltre la metà.
«A dire la verità – puntualizza la figlia di Paola – la cooperativa ci aveva proposto in alternativa due alloggi vuoti a Galciana ma perché dovremmo trasferirci dall’altra parte della città quando abbiamo già arredato le nostre case di via del Melograno? Tra l’altro c’è un motivo ben preciso se abbiamo deciso di comprare in centro, ovvero la comodità che serve a due persone della nostra famiglia, mia nonna che è anziana e mia sorella che ha problemi di salute. Inoltre, perché la cooperativa continua a costruire in città se non riesce a completare i cantieri?».
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