La manifestazione
Centinaia di licenziamenti, code alla Fil e ai patronati
Per inviare l’iscrizione alle liste di mobilità o di disoccupazione all’Inps ci sono 8 giorni di tempo. Code dall’alba al Centro per l’impiego. Portale Inps bloccato fino dalle 10
PRATO. Centinaia di persone in fila agli sportelli dell’Anagrafe del lavoro e poi dei patronati per iscriversi alle liste di mobilità. Una scena già vista, anche negli anni precedenti, ma che quest’anno ha assunto contorni più ampi per l’aumento esponenziale dei licenziamenti. Oltre ai già grossi numeri di licenziati consuetudine ormai per la fine dell’anno si sono aggiunti anche coloro a cui non è stata rinnovata la cassa integrazione in deroga a causa dell’incertezza sull' approvazione da parte del Governo del finanziamento di questo ammortizzatore sociale. Incertezza sciolta il 23 dicembre quando ormai la stragrande maggioranza delle aziende, comprese quelle gestite dal Tribunale di Prato aveva già deciso di non rischiare e di mettere i dipendenti in esubero in mobilità togliendo loro, di fatto, la possibilità di avere un sostegno al reddito per un periodo più lungo.
Alle prime ore della mattina i lavoratori più esperti (e purtroppo in città ce ne sono molti) erano già in attesa dell’apertura prevista per le 9 degli sportelli dell’Anagrafe del lavoro istituita presso gli sportelli del Centro per l’impiego di via Galcianese e in sedi decentrate (in alcuni Comuni della Provincia e nelle Circoscrizioni)
Non tutti i lavoratori hanno però potuto avere il numero per cominciare ad espletare la pratica (che, di fatto, deve essere completata entro 8 giorni). Solamente in via Galcianese, tra la mattina e il pomeriggio, sono stati distribuiti 240 numeri. E considerando gli altri sportelli aperti in provincia complessivamente si è risposto all’esigenza di 330 persone.
Ottenere il numero è però solamente la prima fase per iscriversi. Una volta espletata la pratica agli sportelli dell’Anagrafe del lavoro era infatti necessario inviare la pratica all’Inps on line. Pratica che si può fare da soli (se si conosce il Pin dell’Inps) oppure rivolgendosi ai patronati che, naturalmente, si sono trovati con file di centinaia di persone davanti ai propri sportelli nonostante anche qui, come al Centro per l’impiego, fosse stato potenziato il servizio.
«Noi abbiamo messo agli sportelli - spiega il direttore del Centro per l’impiego Michele Del Campo - tutto il personale disponibile. Va detto che per ogni nuova pratica serve mezz’ora di tempo e quindi anche volendo non avremmo potuto rispondere a tutte le esigenze. Nel pomeriggio abbiamo istituito un iter di emergenza per far aspettare il meno possibile ma non potevamo fare di meglio. E’ L’Italia che non va. La legislazione del lavoro è un colabrodo e crea intoppi burocratici insormontabili».
Intoppi che neppure l’Inps riesce a superare dal momento che già dalle 10,15 della mattina il portale dell’Istituto di previdenza era bloccato e non accettava le pratiche (se non a singhiozzo) accentuando i disagi di chi era in fila ai patronati.
A non funzionare è principalmente la legge. Chi deve iscriversi in mobilità o in disoccupazione deve far arrivare la pratica completa all'Inps entro 8 giorni dalla data del licenziamento se intende far decorrere l’iscrizione dal primo giorno utile. Il lavoratore ha in teoria 60 giorni di tempo per iscriversi ma dopo i primi 8 giorni la decorrenza dell’iscrizione è successiva. Insomma, per intenderci, chi decide di iscriversi il quindicesimo giorno non fa fila ma vedrà decorrere l’iscrizione alla disoccupazione e alla mobilità non dall’ottavo giorno ma dal quindicesimo.
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