Finanza
Prato, "La malattia è invalidante ma non è riconosciuta"
Appello di un padre ai parlamentari pratesi affinchè la patologia, di cui soffre il 10-17% delle donne, venga inserita nelle tabelle Inps
PRATO. La forza di un padre che si appella al ministro Beatrice Lorenzin per la salute della figlia, perché vuole averla vinta su una battaglia che si trascina da anni: il riconoscimento dell’endometriosi come patologia ai fini dell’invalidità civile. E’ la storia di Chiara, 32 anni e un impiego nel mondo dei call center "a rischio", per le complicazioni legate a una malattia invalidante che la costringono a stare spesso a letto e andare avanti a forza di certificati. Come lei, altre 3 milioni di donne in Italia aspettano che l’endometriosi (ne soffre il 10-17% delle donne in età fertile) venga inserita nelle tabelle Inps per ottenere punti per l’invalidità civile.
«C’è un decreto del 2012, aspetta solo la firma del ministro della Salute. Per questo mi rivolgo anche ai parlamentari pratesi perché sostengano questa battaglia facendo pressing sul ministro», è l’accorato appello di Antonio Curcio, padre di Chiara, paladino di un diritto che finora non è stato riconosciuto a tante donne affette da questa malattia cronica che colpisce il tessuto di rivestimento dell’utero, su cui abbondano ignoranza e disinformazione.
«A partire dalla diagnosi, per scoprire la quale ho dovuto cambiare diversi medici – racconta Chiara - soffro di uno stadio avanzato di endometriosi che mi procura dolori lancinanti anche al di fuori del ciclo mestruale. Riconoscere l’endometriosi come patologia invalidante sarebbe un importante passo in avanti, aiuterebbe a dare più tranquillità a chi, come me, è costretto ad assentarsi spesso dal lavoro per motivi di salute. A febbraio comunque mi sottoporrò a un intervento chirurgico che dovrebbe alleviare la situazione». A seconda della gravità della patologia, con l’inserimento nelle tabelle Inps si acquisirebbero infatti dei punteggi ai fini dell’invalidità civile, in una battaglia che si consuma da anni tra le associazioni di donne che soffrono di endometriosi e lo Stato.
C’è chi teme che il sogno di diventare madre non potrà mai realizzarsi, chi di andare incontro a una menopausa precoce. Un altro problema riguarda l’esenzione dal ticket. Le donne colpite da questa malattia sono costrette a pagarsi esami, visite e farmaci. Come il Visanne, 56 euro a confezione, escluso dalla copertura del Servizio sanitario nazionale, che Chiara deve comprarsi tutti i mesi.
«Seguendo mia figlia – racconta Antonio, mi sono imbattuto in tante storie di donne che, per colpa della malattia, hanno perso il lavoro o il marito».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
