Sicurezza
Un saluto in musica per Davide il chitarrista
Violini, chitarre, percussioni e un coro di amici per il trentenne morto di leucemia La sorella : «Donate il midollo. Il trapianto gli ha almeno dato speranza»
PRATO. Musica sacra e profana per dare l'ultimo saluto a Davide Lufrano il chitarrista morto a trent'anni per una leucemia fulminante. La chiesa di San Bartolomeo strapiena di ragazzi qualcuno con il fazzolletone degli scout al collo, altri con gli occhiali scuri per nascondere occhi arrossati dal pianto. Violini chitarra percussioni, le note del Gloria e del Padre nostro che si uniscono a quelle di Freedom e Belive. «Ci sono cose che non si vorrebbero mai fare: seppellire un figlio o celebrare il funerale del proprio nipote. Abbiamo pregato per la tua guarigione, poi perché tu avessi la forza di sopportare le atroci sofferenza che la malattia ti ha imposto. Non è avvenuto il miracolo che speravamo, ma un altro si è compiuto:dopo la tua morte non saremo più gli stessi . Anche questa volta ci hai fregato, sei sempre stato il migliore». Don Marco Natale, parroco di San Bartolomeo ma soprattutto "zio" di Davide (come lui stesso si è definito) ha voluto ricordare così, durante l'omelia quel “nipote”, in quanto figlio del fratello della sua perpetua e quindi assiduo frequentatore della canonica. Seduto accanto alla bara, rigorosamente appoggiata per terra, ha ripercorso i momenti della carriera di Davide "per te la musica non era un lavoro, ma una missione, la tua fede ha dato forma alle tue composizioni. Quando sei morto abbiamo pregato insieme alla zia con il Magnificat ma ora continueremo a piangere la tua morte". Una morte avvenuta a un mese dal trapianto del midollo ottenuto da un donatore tedesco. «Non è servito a salvarti la vita -ha detto la sorella - ma a darti la forza di non perdere la speranza, fino alla fine. Per questo chiedo a tutti voi per lo meno a quelli sotto i 35 anni e siamo in tanti, di iniziare a pensare di donare il midollo. Per dare speranza ad altri malati».
Le offerte raccolte sono state devolute all' ospedale Sant’Orsola di Bologna dove Davide era in cura. La leucemia si era manifestata a 19 anni, ma la chemio sembrava aver bloccato il tumore, invece a maggio la situazione è precipitata e per sette mesi ha dovuto rimanere a Bologna per tentare l'impossibile. Prima che la bara venisse portata fuori a spalla dagli amici la zia ha affidato alla voce di due amici l'ultimo pensiero. «La musica non ti lasciava mai anche quando eri a pranzo tamburellavi sempre con le dita seguendo un tuo ritmo. Quando sei andato a Londra mi hai chiesto di imparare ad usare il computer e l'ho fatto. Avevamo fatto un patto di non parlare mai della tua malattia, ma il Natale dello scorso anno quando sei venuto a suonare proprio in questa chiesa mi hai detto che ti sentivi stanco. A febbraio gli esami andavano bene e a maggio la situazione è precipitata. Non avrei mai immaginato che San Bartolomeo dovesse accoglierti».
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