Sicurezza
Si allunga l’elenco degli iscritti in mobilità
La “proroga” della Deroga arriva il 23 dicembre, tante imprese non rischiano e cambiano strumento
PRATO. Si profila all’orizzonte un allungamento delle liste di mobilità. Da gennaio, infatti, prenderanno corpo i licenziamenti delle varie procedure concorsuali in corso. I numeri sono alti: facendo un rapido calcolo, la cifra oscillerebbe tra i cento e i duecento nuovi lavoratori, che dal 2014 si troveranno in mobilità. Una tegola sulla testa della ripresa economica che tarda ad arrivare. L’unico rammarico è quello di non aver potuto far niente per evitarlo, dal momento che la comunicazione relativa alla proroga dei trattamenti della Cassa integrazione in deroga con le stesse regole della Legge Fornero è arrivata soltanto il 23 dicembre, quindi troppo tardi per consentire alle aziende di fare scelte diverse da quelle già prese. La lentezza dello Stato ha impedito a molte aziende in crisi di beneficare di questo ammortizzatore, non avendo da parte loro la certezza che sarebbero arrivati i finanziamenti. «Da qui al 31 dicembre arriveranno le lettere di licenziamento a tutti quei lavoratori di aziende che non hanno accettato di prorogare la cassa integrazione – afferma Annarosa Stefani, sindacalista dei tessili dalla Cgil - stiamo parlando di un numero consistente di lavoratori che supera ampiamente le cento unità. Sono lavoratori provenienti da aziende, quali ex gruppo Fedora, Gruppo Bartolini, Fin Mode, Fintes, Filatura Vallechiara e tante altre. Mentre gli anni passati riuscivamo a sapere entro i primi dicembre se sarebbe arrivata la proroga della Cassa integrazione, quest’anno il Ministero non è stato in grado di comunicarci in tempo se ci sarebbe stata la disponibilità di risorse per il 2014”. L’incertezza ha impedito di prorogare le casse in deroga e di fatto ha incuneato questi lavoratori in un periodo di mobilità al termine del quale se non avranno trovato un lavoro rimarranno senza alcun sostegno al reddito. «Nell’attesa di sapere come sarebbe andata molti imprenditori non se la sono sentita di assumersi il rischio – conclude Stefani – e quando è arrivata la comunicazione dal Ministero (l’antivigilia di Natale) dell’avvenuta proroga per i primi tre mesi del 2014, alcuni avevano già fatto partire le lettere di licenziamento e avviato la procedura di mobilità». Un cambio di ammortizzatore sociale che se nell’immediato avrà dei benefici (per il momento la mobilità è stata pagata mentre per la deroga ci sono stati mesi e mesi di ritardo nell’erogazione dei soldi) mette il distretto a rischio dal momento che a partire dall’anno prossimo ci saranno centinaia di persone che non avranno più nessun sostegno economico. (b.b.)
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