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Prato penultima in classifica per la criminalità

Prato penultima in classifica per la criminalità

Nel rapporto stilato dall’Università La Sapienza per Italia Oggi Sette, Prato si attesta al 109° posto assieme a Rimini e Imperia e dietro solo a Milano ultima in classifica. Al top i reati contro il patrimonio

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PRATO. L'Italia della qualità della vita, che anche quest'anno ha visto primeggiare nelle classifiche le province del nord e in parte quelle del centro, si rovescia improvvisamente se si accendono i riflettori sul capitolo criminalità. In questo caso, informa l'edizione 2013 del rapporto sulla qualità della vita realizzato dall'Università La Sapienza per Italia Oggi Sette, al gradino più basso della classifica (110/o posto) troviamo la provincia di Milano, preceduta da quelle di Rimini, Prato e Imperia. Poco più su troviamo Firenze (103), Roma (101), Napoli (99) e Torino (96).

Un trend che viene da lontano - Prato è via via scesa nelle classifiche sul fronte criminalità - e che ha riguardato anche la percezione della sicurezza , almeno secondo il rapporto della Regione Toscana, Anci presentato nel 2012.

Appare al contrario decisamente più variegata, rispetto al contesto generale dello studio, la mappa geografica delle più virtuose. Pordenone apre la classifica, confermando così i buoni piazzamenti conseguiti in passato, tra l'altro scalando ben 3 posizioni. Quasi a ruota troviamo Treviso (terza nel 2012) e sull'ultimo gradino del podio Matera, che è riuscita a risalire ben 10 posti. Quarto posto per Udine, seguita da Belluno, Oristano, Ogliastra, Nuoro, Vicenza e Campobasso.

Varie le sottocategorie presenti nello studio: tra queste in quella dei reati per la persona le province peggiori sono risultate essere quelle di Imperia, Ravenna e Pescara; sui reati contro il patrimonio Milano, Rimini e Prato; per omicidi volontari (per 100 mila abitanti), Vibo Valentia, Crotone e Reggio Calabria; per violenze sessuali Rimini, Imperia e Ravenna, per reati connessi al traffico di stupefacenti Imperia, Padova e Alessandria e per sfruttamento della prostituzione Ravenna, l'Aquila e Trieste.

Tuttavia, osservano i ricercatori, quest'anno sono state in tutto 60 le province in cui la situazione è risultata essere 'buona' o 'accettabile', contro le 49 del 2012. Delle 26 province 'di eccellenza' 6 sono del nord-ovest (Cuneo in Piemonte; Sondrio, Lecco e Monza in Lombardia), 8 nel nord-est (Trento in Trentino Alto Adige; Treviso, Belluno, Vicenza e Rovigo in Veneto; Pordenone, Udine e la new entry Gorizia in Friuli Venezia Giulia), 2 al centro (Ascoli nelle Marche e Rieti nel Lazio) e 10 nel Mezzogiorno (Chieti in Abruzzo, Campobasso in Molise, Benevento in Campania, Matera e Potenza in Basilicata, Crotone in Calabria e infine Oristano, Ogliastra, Nuoro e Cagliari in Sardegna).

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