Il Tirreno

Prato

I giudici danno ragione al Comune contro Estra

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di una società a cui era stato revocato l’incarico per l’individuazione di un nuovo gestore della rete del gas metano

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PRATO. Il Consiglio di Stato ha dato ragione al Comune di Prato decidendo sul ricorso presentato dalla società Energas Engineering contro il Comune sulla revoca dell'affidamento alla società dell'incarico per l'espletamento della gara per l'affidamento del servizio di distribuzione del gas. Sullo sfondo c'è il contenzioso sulla gestione della rete del gas, che da più di tre anni vede contrapporsi il Comune di Prato a Estra e alla municipalizzata Consiag (di cui il Comune detiene il 38% delle quote), e la gara che lo stesso Comune ha indetto per affidare la gestione della rete, vinta dal consorzio Toscana Energia.

La conseguenza più immediata del pronunciamento del Consiglio di Stato è che in tempi brevi Toscana Energia dovrebbe versare al Comune 18 milioni di euro per subentrare a Estra nella gestione della rete del gas.

In pratica il Consiglio di Stato ha stabilito che la gara indetta dal Comune era legittima. Da quanto si è appreso, uno dei motivi è che tra le due parti era stato firmato un accordo privato nel quale Estra rinunciava a ricorrere contro la gara. Dichiarato inammissibile anche il ricorso presentato dagli altri Comuni soci di Consiag. Sulla questione della gara però si attende ancora il pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale, che ha accolto una richiesta di sospensiva presentata da Estra. Dunque ora il Comune è in attesa del giudizio di merito.

Estra ha fatto sapere che non verranno fatti commenti sulla vicenda, almeno fino a lunedì 30 dicembre.

Ovviamente soddisfatto il sindaco Roberto Cenni, che del braccio di ferro con Estra e Consiag ha fatto uno dei tratti salienti della sua legislatura e che ora vede la possibilità di ottenere un risultato concreto.

«E’ una storia che dura da tre anni - commenta Cenni - in cui abbiamo avuto modo di osservare un comportamento, quello della partecipata, che non è conforme a quello che un Comune si dovrebbe aspettare. Di fatto ci siamo trovati a combattere contro Consiag e contro gli altri Comuni che si sono accodati alle strategie della società. In sostanza è una schifezza».

Ora però ci sarà da aspettare un altro pronunciamento, quello del Tar. «Non so quanto vogliano tirare avanti questa novella dello stento - dice il sindaco - Solo loro e gli altri Comuni hanno dato un’interpretazione della vicenda e delle norme che viene sconfessata dai giudici amministrativi. Insomma, anziché essere il Comune, in questo caso Prato, a esercitare il suo ruolo di controllo sulla partecipata, è quest’ultima che rovescia la logica e dà ordini a cui gli altri Comuni si adeguano».

Cenni fa riferimento alla stragegia ostruzionistica portata avanti da Estra e Consiag quando Prato ha deciso di fare la gara per la gestione della rete del gas. «Una gestione che è stata affidata senza gara per gli ultimi trent’anni ed è stata sempre saldamente in mano di Consiag - aggiunge - Noi volevamo cambiare le cose e per questo abbiamo deciso di fare la gara. Ci siamo trovati di fronte una lunga serie di ostacoli che hanno impedito che nelle casse comunali entrassero decine di milioni, con tutto quello che avrebbe voluto dire in termini di investimenti».

In Comune ora sono ottimisti, ma la storia, per citarne una, della guerra legale intorno al nuovo ospedale, andata avanti per anni, insegna che non è sempre facile districarsi nella giustizia amministrativa.

Paolo Nencioni

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