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Prato

Muore di parto a 21 anni, l’ira dei parenti

Muore di parto a 21 anni, l’ira dei parenti

Ivoriana residente a Prato, si era trasferita a Ravenna dal compagno: fatale un’emorragia. La madre: «Voglio giustizia»

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PRATO. «Qui siamo in Italia, nel 2013, non siamo mica in Africa...». Lo ripete più volte Stephanie Eulalia Nety, 39 anni, originaria della Costa d’Avorio e madre di Ange Pohoulou, parrucchiera di 21 anni. Stephanie è seduta nello studio dell’avvocato Tommaso Magni, in via Valentini, e ancora non riesce a credere a quello che le è successo.

Ange non c’è più. É morta nella notte tra il 12 e il 13 dicembre all’ospedale di Ravenna, dove era andata per partorire. La bambina, Maria Serena, è venuta alla luce con gravi malformazioni e ora è ricoverata all’ospedale di Cesena, ma Ange non ce l’ha fatta. É morta probabilmente a causa di una massiccia emorragia subito dopo il parto con taglio cesareo. E ora i familiari chiedono giustizia. Il compagno di Ange, Ivan Gamberini, ha sporto denuncia contro ignoti e il sostituto procuratore di Ravenna Isabella Cavallari ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, dove al momento non figurano indagati.

Ange Pohoulou era residente a Prato in via del Purgatorio, ma da un paio di anni si era trasferita in Emilia dove vive il compagno Ivan. La madre invece è rimasta a Prato, lavora alla residenza sanitaria assistenziale Rosa Giorgi. «Mia figlia aveva già finito il tempo - racconta la donna - e si è presentata in ospedale il 9 dicembre. Le hanno detto che era tutto a posto. É tornata il 12, la volevano rimandare a casa ma lei si sentiva male e alla fine l’hanno ricoverata». Durante la notte la situazione si è aggravata, alle 5 è stato chiamato il compagno e Ange è stata portata d’urgenza in sala operatoria, aveva già perso conoscenza. Alle 7,30 il chirurgo è uscito e ha informato Ivan Gamberini che purtroppo non erano riusciti a salvare la giovane ivoriana. Ange ha dato alla luce la bambina, ma con danni forse irreversibili per la mancanza di ossigeno. I medici ne hanno disposto il trasferimento d’urgenza al Bufalini di Cesana per una terapia ipo-termica. «Ora devono dirci che cosa è successo - ripete la madre Stephanie - Non posso accettare che mi facciano rivedere mia figlia nel ghiaccio (intende all’obitorio, ndr). Sono venuta in Italia pensando che qui la sanità funzionasse, non siamo in Africa. Se non ci danno spiegazioni, io la salma la lascio lì». Una tragedia al momento senza spiegazioni, che forse arriveranno dai risultati dell’autopsia che il sostituto Cavallari ha affidato al medico legale Dario Raniero.

«A febbraio saremmo andati tutti in vacanza in Costa d’Avorio - recrimina Stephanie - Io, Ange e il suo compagno Ivan. Lei era contenta, eravamo tutti contenti, e poi è successa questa cosa a cui ancora non voglio credere. Non vado più al lavoro, non dormo da due settimane. Voglio sapere come è morta mia figlia». (p.n.)

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DELLA MADRE DI ANGE

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