Il Tirreno

Prato

corte dei conti

Condannato l’appuntato infedele

Si sarebbe appropriato di 39mila euro del Centro cinofili

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PRATO. Un appuntato dei carabinieri originario di Prato e già in servizio al Centro cinofili di Firenze è stato condannato a rifondere all’erario 39.348 euro, oltre agli interessi legali. Lo ha deciso la sezione toscana della Corte dei Conti nel giudizio contro Antonio Ciani, 51 anni, che è stato ritenuto responsabile di un ammanco di cassa.

A sollecitare l’indagine della magistratura contabile è stato nel 2011 il generale di brigata Giovanni Nistri, all’epoca comandante della Legione carabinieri Toscana, a cui era stato segnalato l’ammanco dalla cassa del Centro cinofili.

Secondo la Procura della Corte dei Conti, Antonio Ciani, già indagato per peculato e truffa davanti al Tribunale militare di Roma, avrebbe approfittato della fiducia che gli era stata concessa dai suoi colleghi per appropriarsi di migliaia e migliaia di euro.

Come? Falsificando i certificati di viaggio di una ventina di carabinieri per mettersi in tasca le indennità di missione. Così facendo si sarebbe appropriato di circa 4.000 euro. Altri 32.000 euro sarebbero stati prelevati direttamente dalla cassaforte del Centro cinofili. C’è poi un ammanco di quasi 2.000 euro dal fondo permanente e poco più di mille a titolo di contributo per un corso, che dovevano spettare a un altro militare. Nell’inchiesta è stato coinvolto anche il diretto superiore di Ciani, un colonnello, che però è riuscito a dimostrare la sua estraneità ai fatti. E così il cerino è rimasto nelle mani dell’appuntato, che ora dovrà pagare anche gli interessi sul maltolto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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