Il Tirreno

Prato

Smog, suona il campanello d’allarme

di Maria Lardara
Smog, suona il campanello d’allarme

Sforato il limite delle polveri sottili per 19 giorni consecutivi. Dovrà essere ridotto l’uso degli impianti di riscaldamento

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PRATO. Nella morsa dello smog. Polveri alle stelle e shopping di Natale respirando i veleni dell’inquinamento atmosferico. A Prato suona un campanello d’allarme chiamato smog dopo che per 19 giorni consecutivi, dal 4 al 22 dicembre, è stato sforato il limite di legge delle polveri sottili (Pm10): la soglia di 50 microgrammi al m3, normata a livello europeo, è stata superata troppe volte nel corso del 2013, portando a 35 il totale degli sforamenti dal 1 gennaio come risulta dal monitoraggio di Arpat (l'ultima rilevazione è del 22 dicembre). E 35, tanto per intendersi, è il livello di guardia superato il quale un’amministrazione pubblica dovrebbe mettere in campo provvedimenti anti-smog, anche se Prato non rientra fra le aree a rischio inquinamento atmosferico per la legge regionale 155 del 2010. Ed è una deroga non da poco.

A dare notizia del verdetto Arpat è Paolo Balestri, responsabile inquinamento atmosferico di Legambiente Prato che prende come termine di paragone la vicina Firenze dove di recente è scattato lo stop dei mezzi più inquinanti al decimo giorno consecutivo di sforamento di polveri sottili. A Prato invece gli sforamenti sono stati 19 e il meteo ci ha messo lo zampino, complice l’assenza di pioggia e di vento dagli inizi di dicembre. A dare maggiori pensieri è la centralina Arpat di via Ferrucci, posta in uno dei punti più critici del traffico cittadino: il 22 dicembre scorso era già a quota 35 sforamenti dall’inizio dell’anno. Semaforo rosso anche per l’altro punto di rilevazione dell’Arpat, la centralina di via Roma: il 22 dicembre erano stati superati i 31 sforamenti in un anno. «In via Ferrucci, in particolare, il 10 e l’11 dicembre il valore delle Pm10 è schizzato a 156, tre volte sopra i limiti consentiti di legge, il peggior risultato a livello regionale del mese di dicembre - denuncia Balestri -. E’ emergenza inquinamento atmosferico e, anche se un’amministrazione non è obbligata a intervenire, si dovrebbero comunque adottare misure anti-inquinamento».

Che ci saranno: parola di vicesindaco Goffredo Borchi che ha delega per l’ambiente. Niente blocchi della circolazione o trasporto pubblico gratuito (come avvenne nel 2009), ma un’ordinanza in vigore dal 27 a 31 gennaio, in base alla quale il periodo giornaliero consentito per il funzionamento degli impianti di riscaldamento verrà ridotto da 12 a 10 ore e la temperatura massima passerà da 20 a 19 gradi (esclusi ospedali, cliniche o case di cura).

«Da giorni con il dirigente di settore, Sergio Spagnesi, teniamo sotto controllo l’evolversi della situazione con un piano d’intervento già pronto - afferma Borchi -. Per fortuna Prato con la legge regionale è uscita dalla mappa delle città più inquinate, vuoi perché qui si è ridotto il lavoro con meno consumo di energia da parte delle aziende, vuoi perché beneficiamo del vento della Calvana che spazza le polveri. Non siamo obbligati per legge a prendere provvedimenti ma ciò non toglie che come amministrazione si possa fare qualcosa per fronteggiare l’inquinamento atmosferico».

Di qui la decisione di ridurre il riscaldamento nei condomini con impianto centralizzato, laddove può intervenire un tecnico (su disposizione degli amministratori condominiali) che abbassa le temperature.

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