Il Tirreno

Prato

Spenti i fuochi, non le polemiche

Spenti i fuochi, non le polemiche

Rifiuti e camorra, i parlamentari chiedono un chiarimento all’antimafia. Ne va dell’immagine di Prato

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PRATO. I fuochi si sono spenti, ma non quelli delle polemiche, dopo le sorprendenti affermazioni del procuratore nazionale antimafia Franco Roberti sulla presunta scoperta di una discarica o di un traffico di rifiuti tossici controllato dalla camorra a Prato. Il lancio di venerdì pomeriggio dell’agenzia di stampa americana Associated Press, che paragonava arditamente Prato alla “Terra dei fuochi”, il territorio a cavallo delle province di Napoli e Caserta dove la camorra effettivamente smaltisce rifiuti e in parte li interra, ha provocato una mezza sollevazione dei rappresentanti istituzionali pratesi, a difesa dell’immagine della città. Un’immagine già incrinata dalle conseguenze della crisi economica e, da ultimo, dalla tragedia costata la vita ai sette operai cinesi della Teresa Moda. Il lancio dell’Associated Press (ripreso dal sito dell’emittente Abc) ha rischiato di essere un colpo di grazia, per l’importanza e la diffusione dell’agenzia nel mondo.

Per questo ieri mattina i deputati del Pd Matteo Biffoni e Antonello Giacomelli, a margine dei lavori parlamentari, hanno chiesto e ottenuto un incontro urgente coi ministri Alfano (Interni) e Cancellieri (Giustizia).

«A entrambi abbiamo espresso il nostro sconcerto e la nostra preoccupazione per le dichiarazioni rilasciate dal procuratore nazionale antimafia Roberti a proposito dello smaltimento di rifiuti tossici illeciti nella zona di Prato e per il successivo pasticciato ed insufficiente tentativo di aggiustamento - scrivono i due parlamentari - Abbiamo chiesto una presa di posizione ufficiale ed autorevole che chiarisca inequivocabilmente e pubblicamente come stanno realmente le cose, magari con mezzi e forme che arrivino allo stesso ambito internazionale raggiunto dalle prime improvvide dichiarazioni attribuite al procuratore. Ci siamo poi riservati di valutare ed assumere ulteriori iniziative politiche e parlamentari che riterremo necessarie».

La richiesta di una riparazione non sarà accolta (lo spieghiamo nell’articolo sopra), perché adesso il procuratore Roberti vuole tenersi alla larga dalle polemiche. Ma la presenza di una discarica o di un traffico di rifiuti tossici viene comunque smentita. Questo dovrebbe bastare, se non fosse che la “potenza di fuoco” di un servizio dell’Associated Press è infinitamente più grande di una ufficiosa smentita sui giornali locali. E così al presidente della Regione Enrico Rossi, al sindaco Roberto Cenni e a tutti coloro che si sono esercitati in ipotesi nelle ultime 24 ore non resta che farsene una ragione. Hanno messo le mani avanti assicurando che non si ha notizia di discariche di rifiuti tossici o traffici organizzati da una ipotetica alleanza tra camorra e mafia cinese senza sapere di cosa in realtà si stava parlando. Perché il procuratore Roberti, lo ha confermato anche ieri, si riferiva a vecchie inchieste sullo smaltimento illecito di scarti tessili e indumenti usati. Niente a che vedere con cadmio, piombo o arsenico. Ma vallo a raccontare a un turista di Pittsburgh che magari si informa solo con l’Associated Press.

Paolo Nencioni

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