Il Tirreno

Prato

Contributi del Comune, in cento al flash mob

di Alessandra Agrati e Carlandrea Poli
Contributi del Comune, in cento al flash mob

Prato, Paolo Calamai prova a rintuzzare le contestazioni. il sindaco Cenni non partecipa

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PRATO. Il sindaco non si presenta al flash mob. Atteso a gran voce dall'organizzatore Jonathan Targetti e dal centinaio di giovani che avevano risposto all'appello su Facebook, motivati dal desiderio di ricevere risposte sui 35.000 euro erogati in favore del Centro Studi Arti Visive del suo consigliere personale all'ultimo minuto ha preferito lasciare la parola a Paolo Calamai.

A dare comunicazione del cambio di programma – sabato 21 dicembre Roberto Cenni aveva espresso il desiderio di partecipare – è toccato proprio a Calamai, che stoicamente si è presentato all'appuntamento malgrado l'influenza: «Il sindaco non c'è stasera, mi ha detto perché ha già risposto in consiglio comunale e che se volete parlare con lui prendete un appuntamento in Comune». Un messaggio che ha fatto diventare l'artista il parafulmine delle perplessità.

Elencandoli, i quesiti i più gettonati sono stati: «Come ha utilizzato i finanziamenti?», «Non le pare che ci sia una sorta di conflitto di interessi?». Uno sfogatoio nel quale Calamai non si è tirato indietro, rivelando un dettaglio del ruolo del sindaco: «Siccome il progetto era considerato scadente e bistrattato da altri, ha dovuto convocare un'apposita riunione della Consulta dei consiglieri per imporsi». Sul nodo dell'opportunità politica, invece, ha provato a fugare ogni dubbio: «Non vedo il conflitto di interesse, io non ho nessun incarico e sono stato scelto solo come coordinatore del progetto per le mie capacità artistiche e giornalistiche».

Un dubbio sulla gestione della struttura è arrivato dalla giovane Silvia Betti, alla quale sarebbero stati chiesti addirittura 250 euro per esporre le proprie opere: «Se uno non può pagare non paga e comunque io non mi ricordo di lei» ha tagliato corto. Il dato, tuttavia, che lascia maggiormente l'amaro in bocca ai giovani studenti e artisti di associazioni è il mancato coinvolgimento: «Non ci hanno mai convocato per chiedere il nostro parere, anzi ogni volta che abbiamo presentato una richiesta non siamo mai stati considerati». Con il presidente del consiglio comunale, Andrea Amerini sorpreso da questa scoperta.

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