Finanza
Quella donna forte e coraggiosa
L’ultima intervista a Anna Fondi, a un mese dalla sua scomparsa
di Luana Cecchi
Seduta sul divanetto, nel suo salotto, le tre finestre con le candide tendine, la vista di un bel panorama, sui tetti di Prato, in lontananza la Calvana. Nel centro del tavolo un vaso con una piantina tutta fiorita. Anna mi spiegò che era la prima volta che quella piantina faceva così tanti fiori. Mi disse: «Se ti da noia la levo, hai da scrivere». Le risposi: è così bella lasciala pure, ho il blocchetto, scriverò sulle ginocchia.
Non potevo immaginare che quel pomeriggio del 20 novembre, sarebbe stato l'ultimo che avrei passato con Anna Fondi, si spense il 10 dicembre nel sonno. Mi ero recata a casa sua, lei voleva lasciare un ricordo, di una sua cara amica, Fernanda Nocchi Zipoli, per farlo pubblicare sul VII volume della collana "Ultime Voci" edita dall'associazione Combattenti e Reduci. Nel suo raccontare mi faceva rivivere la Prato che non c'è più. Due storie parallele con la compagna Fernanda, impegnate nella politica e nel sociale: siamo state insieme nella legislatura quando era sindaco Alessandro Lucarini. «Ero assessore all'assistenza e Fernanda all'Istruzione. Nelle legislature di Roberto Giovannini e Giorgio Vestri, Liliana Rossi alla Pubblica Istruzione, con cui ho collaborato, anche lei era una persona che non si risparmiava - raccontava - con Fernanda e Liliana, abbiamo fatto un percorso di successi, e di lotte, eravamo ben determinate».
«Sapevo bene come era dura la vita in fabbrica, sono entrata al Fabbricone a 12 anni e mezzo. Senti ti devo dire una cosa in cui mettemmo tutto il nostro impegno, togliere gli orfanelli in processione dietro ai funerali» anche la storia dei Celestini - Anna ricorda - riuscimmo a far chiudere l'orfanotrofio e sistemare i ragazzi rimasti». Questi sono solo alcuni degli obiettivi raggiunti da Anna nel suo lungo assessorato, dal 1951 al 1973.
I non più giovani ricordano bene il suo impegno come dirigente nel Pci e nell'Unione Donne Italiane. Mi accorgo che Anna è un po’ stanca, ma ha ancora voglia di chiaccherare e ricordare: «Mi fidanzai con Bruno, ci sposammo con il rito civile insieme alla Nara e Gracco, erano i primi matrimoni celebrati solo in Comune; tanti compagni parteciparono con mazzi di fiori, all'uscita si formò un lungo corteo. Altre coppie si sposarono con il rito civile e scoppiò lo scandalo del Vescovo Fiorelli , dal Pulpito, chiamò concubini due giovani sposi».
Bruno Fattori, sindacalista, della Cgil era molto conosciuto e il loro matrimonio fece scalpore nel piccolo borgo dell'Isola, (La Briglia). Quando nacque Daniela, furono i nonni, Adelindo e soprattutto la nonna Tonina ad occuparsi della piccola. Anna e Bruno, partivano la mattina presto per Prato dove li aspettavano i loro impegni. Purtroppo Bruno si spense, per una malattia incurabile. Anna da sola proseguì nel suo impegno politico e sociale. Anna si è impegnata anche da pensionata è stata presidente del sindacato Pensionati, ed era sempre presente alle lezioni all'Università del Tempo Libero "Eliana Monarca". Il pomeriggio passato con Anna è stata una lezione di vita, con tante riflessioni condivise, di com'è diversa la politica oggi , i rapporti umani, la vita sociale, forse servirebbe ritrovare gli ideali la passione e l'amore, per il prossimo, per ritrovare un equilibrio politico e sociale, da tramandare alle nuove generazioni.
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