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Prato

L’evasione a Prato la fa da padrona Recuperati 6 milioni

di Carlandrea Poli
L’evasione a Prato la fa da padrona Recuperati 6 milioni

Sori: nel 2013 i fermi amministrativi sono stati 3.384, 1.132 le procedure avviate di pignoramento di beni mobili

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PRATO. Una valanga di cartelle Ici e Imu e un importo enorme di recupero coattivo di multe e tributi non pagati. Il 2013 di Sori è stato all'insegna di un super lavoro contro l'evasione fiscale. Il fronte più caldo è stato l'accertamento sulla tassazione immobiliare. Quando ancora non è concluso il 2013, sono 2.170 le cartelle emesse dalla società di riscossione comunale per vecchi importi Ici e altre 189 per l'Imu non pagata nel 2012 solo nel territorio del Comune di Prato. Altre 275, invece, ricadono sul territorio di Montemurlo, l'altra città servita dalla società partecipata. A livello complessivo si tratta di un importo di 5,8 milioni di euro (5,2 solo a Prato).

«Merito della nostra attività di accertamento estesa all'Imu – spiega il direttore Enrico Cecchini –. Siamo i primi in Italia ad aver avviato le procedure per recuperare l'imposta spettante nel 2012, non pagata dai contribuenti».

Il meccanismo che si è attivato, ad avviso di Cecchini, è doppiamente virtuoso: in primo luogo viene recuperata l'evasione, allo stesso tempo si consente di rimpinguare i bilanci comunali, risparmiando ai pratesi la necessità della mini-stangata Imu prevista per il 24 gennaio.

«Il Comune di Prato – spiega – ha potuto iscrivere 5 milioni di euro in più nel preventivo 2013 senza dover accollare al contribuente la parte del gettito Imu (40%, ndr) sulla prima casa non coperto, dopo la sua abolizione, dalla manovra finanziaria».

Ci sono altri due elementi a completare il quadro: mentre gli incassi per l'Imu 2012 sono andati per metà allo Stato centrale il recupero dell'evasione, grazie ad una norma ad hoc per gli enti locali, toccherà al 100% all'erario municipale. Inoltre, ad incoraggiare è il dato storico. Una volta scoperta l'evasione e partito l'avviso il tasso di adesione del contribuente si aggira attorno al'80%. Partite contabili, dunque, molto solide. Cresciute nel tempo. Sempre per restare al trend, l'accertamento Ici fino all'anno scorso fruttava nella sua fase iniziale 3 milioni di euro nel capoluogo. In un anno, invece, la crescita è stata di 1.000 cartelle pari a 2 milioni di maggior controvalore riscontrato.

L'altra gamba fondamentale dell'attività di repressione di Sori, la riscossione coattiva, vede migliaia di ingiunzioni per la Tia (3.339) e per le infrazioni al codice della strada (24.203). Entrambe hanno un tasso d'adesione al pagamento (comprensivo di interessi di mora) molto più basso: in prima battuta si parla di un target del 20% sul totale. Sull'altro 80% è alta l'incidenza di aziende straniere e di cittadini non italiani con residenza fittizia, difficilmente aggredibili dal fisco. Su questo segmento il valore in gioco è di 18,6 milioni di euro (18 milioni spettanti a Prato, 600 mila euro ricadenti su Montemurlo).

Anche sulla riscossione coattiva, tuttavia, l'attività di gabelliere di Sori ha provato ad essere implacabile: i fermi amministrativi emessi sono stati 3.384 e 1.132 le procedure avviate di pignoramento di beni mobili. Su un piano strettamente finanziario, la confisca di beni e stipendi oltre alle ipoteche sono valse circa 1,05 milioni di euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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