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Prato

Bolletta giù del 20%? Se è vero mi spoglio come Sabrina Ferilli

di Ilenia Reali
Bolletta giù del 20%? Se è vero mi spoglio come Sabrina Ferilli

Prato, Matteini critico sui benefici dell’emendamento sull’energia. Pronta la replica del parlamentare Biffoni

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PRATO. «Se la bolletta dell’energia del Gruppo Colle, alle fine, sarà tagliata del 20% giuro che faccio come la Ferilli quando vinse la Roma: mi spoglio in piazza del Duomo». L’imprenditore, già vice presidente dell’Unione industriale Riccardo Matteini non le manda a dire sull’emendamento approvato sul riconoscimento dei consorzi dei distretti alla stregua delle grandi aziende “energivore”. «Se anche fosse così - commenta - il risparmio non sarebbe superiore al 6 per cento. Inoltre va evidenziato che i soldi previsti sono un’inezia. Diciamoci la verità: la strada intrapresa è quella giusta ma ancora non siamo a nulla».

Dichiarazione che ha subito sollevato la reazione del parlamentare di Prato Matteo Biffoni (è stato lui a presentare l'emendamento con il collega Antonello Giacomelli) che sulla pagina Facebook del Tirreno Prato ha commentato: "Ringrazio i parlamentari per aver portato avanti le nostre istanze". "Non siamo a nulla".Faccio sempre più fatica a capire. Meglio se sto zitto, davvero".

Nell'intervista Matteini spiega anche. Per una tintoria come il Gruppo Colle il risparmio che questo provvedimento porterà, una volta fatti i regolamenti attuativi, oscilla tra i 20 e i 60mila euro «Mentre - è sempre l’imprenditore a parlare - l’incremento del 40% del prezzo dei coloranti da agosto ad oggi, mi influisce per un milione di euro in più all’anno. Vale l’8 per cento del bilancio. Questo per dire che comprendo la prudenza nel comunicare i benefici dell’Unione industriale (è una frecciata al presidente Cavicchi che ha espresso grande soddisfazione per il risultato ndr) ma questo non è che l’inizio. Siamo ben lontani dagli altri paesi europei».

Matteini va giù duro nel dipingere lo scenario. «Siamo degli sciagurati: stiamo parlando di cifre che non cambiano niente e continuiamo a pagare l’energia il 40 per cento in più rispetto alle aziende francesi. E aggiungo: la Comunità europea sta portando avanti una politica che complessivamente ci crea dei problemi enormi. Non solo ha lasciato l’industria chimica e dei coloranti in mano alla Cina ma ha aperto definitivamente il multifibre al Pakistan così saremo sommersi dai loro prodotti. Certo, a noi che importa? Meglio lasciare tutto aperto senza alcuna protezione che pensare ai nostri prodotti».

Riccardo Matteini che da tempo si occupa di energia e sta facendo investimenti sia con una società privata sia con un gruppo legato all’Unione industriale è furibondo. «Ringrazio i parlamentari che hanno portato avanti istanze che noi chiediamo da tempo ed è vero che il cammino è giusto ma non facciamo finta di aver risolto tutti i nostri problemi perché non è assolutamente così. Non otterremo ancora nessun vantaggio competitivo e quando si dice che il risparmio sarà del 20% si buttano cifre a caso. Non si sa neppure su quali accise avremo lo sconto».

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