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Prato come la Terra dei fuochi: dichiarazione choc del procuratore nazionale antimafia

di Paolo Nencioni
Prato come la Terra dei fuochi: dichiarazione choc del procuratore nazionale antimafia

Le affermazioni sulla presunta scoperta di una discarica di rifiuti tossici gestita dalla camorra sono state rilanciate dall’agenzia americana Associated Press. Ma forse si tratta di scarti tessili stoccati nei capannoni. Interrogazione Pd al Governo. In serata il chiarimento del procuratore

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PRATO. Un’indagine di cui nessuno era a conoscenza, e ancora in attesa di conferme, avrebbe accertato che la camorra ha interrato rifiuti tossici nella zona di Prato. La clamorosa affermazione, attribuita al procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, è contenuta in un lancio dell’agenzia americana Associated Press ripreso dal sito dell’emittente Abc. Franco Roberti, scrive il corrispondente Ap Frances D’Emilio, «told the Associated Press that investigators have uncovered Camorra toxic waste-dumping in the Prato area just 17 kilometers (10 miles) north of Florence, the tourist-clogged capital of Tuscany». E cioè che sarebbe stato scoperto l’interramento di rifiuti nocivi.

La notizia ha fatto fare un balzo sulla sedia non solo ai cronisti, ma anche a chi di queste cose si occupa per lavoro. La sezione toscana del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, per esempio, dice di non sapere niente di questa storia. E gli investigatori si dichiarano estremamente sorpresi che, nel caso sia stata aperta un’indagine o scoperta una discarica, se ne parli sulla stampa prima di conoscere i risultati dell’indagine.

Nel servizio dell’agenzia Ap e dell’emittente Abc si paragona apertamente la situazione di Prato con quella della cosiddetta “Terra dei fuochi”, la zona nei pressi di Napoli dove si sospetta siano stati interrati per anni rifiuti tossici e nocivi.

Le prime anticipazioni sul traffico di rifiuti erano state fatte dal procuratore nazionale Roberti lo scorso 8 novembre e riportate in un articolo del Mattino di Napoli.

Non è escluso che l'inchiesta a cui fa riferimento il procuratore nazionale antimafia sia quella di cui abbiamo parlato lo scorso 20 novembre, nella quale hanno operato Corpo forestale, Arpat e Agenzia delle dogane e che ha interessato decine di aziende all'interno delle quali sono state stoccate grandi quantità di scarti tessili. Un'inchiesta ancora coperta da riserbo che però non viene condotta dalla Procura di Prato, tanto che i magistrati pratesi ufficialmente non ne sanno niente. E nemmeno quelli fiorentini.

Se è davvero questa l'inchiesta a cui fa riferimento il procuratore nazionale antimafia, la pericolosità dello smaltimento illegale non è nemmeno paragonabile a quella ipotizzata nella Terra dei fuochi. Qui si tratterebbe di vecchi indumenti non igienizzati, che poi vengono spediti all'estero.

Il chiarimento del procuratore. A tarda sera il procuratore Roberti chiarisce che le sue affermazioni "non si riferiscono all’attualità, ma a un procedimento penale, già definito dalla Procura di Firenze, che vede coimputati, per traffico organizzato di rifiuti della lavorazione tessile, produttori pratesi e smaltitori ritenuti espressione del clan camorristico Iacomino-Birra di Ercolano".

Interrogazione al Governo. Intanto però si sono già mossi i deputati pratesi del Pd. "Apprendiamo da fonti di stampa locale di dichiarazioni del procuratore nazionale antimafia Franco Roberti secondo le quali la camorra avrebbe usato la zona di Prato, nel cuore della Toscana, per lo smaltimento illecito di rifiuti tossici. Se le dichiarazioni attribuite al procuratore fossero confermate, dovremmo giungere alla conclusione che le indagini sono concluse e quindi non sussistono più motivi di riservatezza. Al di la di ogni valutazione sul mezzo scelto per divulgare tali gravissime notizie, chiediamo al governo di riferire al più presto, quindi già nella giornata di domani, alla Camera sulla vicenda". Lo dichiarano i deputati democratici Antonello Giacomelli e Matteo Biffoni.

Il sindaco Cenni. "Non sono a conoscenza della presenza di una discarica abusiva in città ma, se avremo una comunicazione, ufficiale o riservata che sia, ci muoveremo subito, per noi risolvere il problema diventerebbe una priorità". Lo dice il sindaco di Prato, Roberto Cenni, commentando sia l'ipotesi che in città ci possa essere una discarica abusiva sia gli interventi del procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, riguardo il traffico di rifiuti. "Si tratterebbe di un allarme che non andrebbe lasciato a candire - ha aggiunto il sindaco - Prato non rimarrebbe insensibile".

Per contattare l'autore dell'articolo potete scrivere a p.nencioni@iltirreno.it

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