Il Tirreno

Prato

Il Metastasio prova a diventare un teatro nazionale

di Barbara Burzi
Il Metastasio prova a diventare un teatro nazionale

Prato, il presidente Umberto Cecchi: Con le nuove regole ci saranno meno tournée e più spettacoli in sede

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Il teatro Metastasio si prepara a passare di grado. È in atto una riforma che si preannuncia rivoluzionaria perché intende trasformare, con un decreto, le strutture teatrali, dividendole in due categorie: i teatri nazionali e i teatri di interesse pubblico con nuove regole per l’assegnazione dei contributi.

Lo stabile della Toscana di via Verdi si dice pronto al cambiamento e si candida a diventare teatro nazionale. Lo ha annunciato Umberto Cecchi, presidente del Met, in occasione della conferenza stampa di fine anno, organizzata per fare gli auguri alla città.

«Faremo domanda per passare da teatro stabile a nazionale perché abbiamo tutti i requisiti per esserlo – dichiara il presidente – In questi anni ci siamo impegnati molto nel proporre sempre qualcosa di nuovo alla città, nel dare alle scene spettacoli importanti considerati dalla critica nazionale tra i più belli d’Italia e valorizzando giovani autori, specie nella fase più recente, come prevedono i criteri della riforma che cambierà il modo di gestire l’attività chiamata a diventare più stanziale. Le nuove regole prevedono meno tournée e più spettacoli in loco nell’intento di richiamare la gente al centro».

Tra i requisiti per poter avanzare la richiesta c’è anche quello del numero dei posti a sedere che devono essere almeno mille, cifra che lo stabile supera abbondantemente considerando anche quelli del Fabbrichino e del Magnolfi. Le candidature dovranno essere presentate entro la fine di gennaio al ministero, chiamato a valutare le domande che arriveranno da tutte le regioni d’Italia. La riforma sarà applicabile dall’anno successivo.

«Da tempo stiamo portando avanti una politica che collima con la nuova proposta di legge e ringrazio il consiglio di amministrazione di averci dato la possibilità di lavorare in questa direzione - afferma Paolo Magelli, direttore artistico del Met - Con questa riforma il teatro italiano sarà un po’ meno “zingaro” e costretto a lavorare di più sul territorio. Noi lo stiamo già facendo anche con un’azione mirata alla formazione che coinvolge i ragazzi delle scuole cittadine». Per Magelli si tratta di un’opportunità che la Toscana non dovrebbe lasciarsi sfuggire e chiede alla politica un impegno diretto in questa operazione. «Questa struttura – dice – offrirà alla regione Toscana la possibilità di non andare in serie B».

Dai prossimi mesi dipenderà il futuro del Metastasio alle prese con una battaglia per la quale il Cda garantisce pieno appoggio esprimendo piena soddisfazione per il lavoro svolto fin qui. «Nonostante le difficoltà determinate dai tagli – afferma Lamberto Cecchi del Cda - siamo riusciti a metter su una programmazione teatrale di alto livello che ha avuto una ricaduta positiva in termini di abbonamenti a dimostrazione che quando l’offerta è alta, il pubblico risponde». Da parte sua, la consigliera Gianna Briganti, si dice speranzosa per il futuro. «Sono convinta che le cose miglioreranno», afferma a fronte delle dichiarazioni del revisore Lucia Biti, la quale ha confermato che «i conti sono in ordine».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa