Il Tirreno

Prato

Come al Macrolotto: sequestrato a Oste capannone-villaggio

Venti operai stipati in camerette da sei metri quadri Nell’edificio trovato un solo estintore funzionante

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MONTEMURLO. Una squadra della Polizia municipale di Montemurlo - coordinata dal vice comandante, Gioni Biagioni - ha effettuato alcuni sopralluoghi nei capannoni artigianali della zona di Oste.

L'accertamento ha portato alla luce una situazione di estrema pericolosità molto simile al luogo della tragedia del Macrolotto. In un grande capannone di circa 700 metri quadri era stata costruita una vera e propria cittadella. Gli spazi erano stati divisi in due porzioni comunicanti tra di loro tramite una pannellatura longitudinale in cartongesso di oltre 60 metri. In ogni porzione erano state create due aree comunicanti, ciascuna adibita sia a laboratorio che a dormitorio con la realizzazione di una ventina di camerette, tutte prive di illuminazione naturale, senza finestre e di neanche se metri quadri ciascuna.

Nei laboratori sono state trovate 45 macchine elettriche tipo taglia e cuci e sono stati sorpresi a dormire nelle stanzette una ventina di cittadini cinesi, tutti regolari. L'unica ditta presente nello spazio è risultata essere un tomaificio per la lavorazione della pelle, con numerosi articoli in preparazione. Diverse le violazioni rilevate per la promiscuità tra l'attività lavorativa e quella abitativa, anche perché erano ben evidenti due cucine, servite da gas Gpl, prive di ogni criterio di sicurezza, così come gli impianti elettrici improvvisati a servire le camerette e l'attività artigianale. Gli agenti hanno controllato gli estintori, in tutto sei di cui solamente uno efficiente. «In caso d'incendio chi si fosse trovato a dormire all'interno difficilmente avrebbe trovato la via di fuga vista l'intricata costruzione dei manufatti e la sua natura altamente infiammabile, situazione aggravata dalla presenza all'ingresso principale di un lucchetto chiuso», commenta Biagioni.

«In questi quattro anno abbiamo sequestrato oltre 180 capannoni usati illegalmente ed è nostra intenzione proseguire su questa strada a contrasto della legalità economica e a tutela della salute e del rispetto dei diritti dei lavoratori», conclude il sindaco Lorenzini.

Altri due sopralluoghi, sempre in capannoni gestiti da cittadini cinesi, non sono state riscontrate irregolarità di sorta.

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