Sicurezza
Una “trappola” per immortalare un branco di lupi
Un'appassionata è riuscita a fotografare i lupi che si aggirano per la Valbisenzio. Non attaccano l'uomo, dice, anzi fuggono terrorizzati alla nostra vista
VAL DI BISENZIO. Il lupo che passione. Sono in tanti a studiare e monitorare i movimenti del branco di lupi che da qualche anno vive in Val di Bisenzio. Tra questi anche Claudia Iozzelli che ha sviluppato una vera e propria passione per questo animale.
«Sono una specie bellissima – spiega – che tra l'altro ha una funzione importantissima per la nostra valle in quanto, nutrendosi di cinghiali, cervi e caprioli, riesce a ristabilire l'equilibrio tra il territorio e il numero di ungulati presenti». Iozzelli si è avvicinata al mondo dei lupi soltanto un paio di anni fa, ma ormai è diventa un' esperta e ha adottato un esemplare maschio.
«Codino, così lo chiamo perchè ha la coda più corta rispetto agli altri; vive in val di Bisenzio da alcuni anni, dopo diversi appostamenti sono riuscita a fotografarlo ed è stata una forte emozione. I lupi che vivono qui non attaccano l'uomo, anzi sono terrorizzati dalla presenza umana, così quando cammino nei boschi ho la certezza di essere osservata, ma anche la sicurezza che nulla mi può accadere”.
Immortalare “codino” è stata un' impresa faticosa, innanzitutto ha dovuto posizionare la macchina a raggi infrarossi (scatta le foto quando sente che la temperatura si alza, segno di una presenza animata) poi con pazienza ha aspettato che il lupo passasse. «Finalmente ha transitato proprio davanti all' apparecchio e così sono riuscita ad avere una sua foto». (a.a.)
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