Il Tirreno

Prato

SCUOLA nel caos

Troppi insegnanti senza stipendio

I sindacati accusano i gravi ritardi nei pagamenti delle spettanze

2 MINUTI DI LETTURA





Nessuna condanna per la dirigente dell'istituto Pacetti che ha deciso di adottare il sorteggio come metodo per pagare gli stipendi, ma bocciatura completa per il sistema scolastico italiano. Questo in sintesi quanto è emerso dall'incontro tra i dirigenti scolastici e i rappresentanti sindacali che si è tenuto al Gramsci Keynes.

L'ordine del giorno doveva essere il fondo d'istituto, quello con cui si finanziano le attività scolastiche, ma inevitabilmente si è parlato del sorteggio. «Si tratta di una punta dell'iceberg – spiega Daniele Moncelli della Flc Cgil- il problema non è la metodologia, ma la mancanza cronica di fondi che rende impossibile lavorare». Sul banco degli imputati il ritardo con cui vengono pagati gli stipendi ai precari, la discontinuità didattica dovuta agli aggiornamenti delle graduatorie a metà anno, fattori che creano negli insegnanti una mancanza di entusiasmo verso il proprio lavoro.

«Dobbiamo fare fronte a troppi problemi – spiega Nicola Cirillo della segreteria organizzativa Uil - ci stiamo immolando per un settore in cui lo stato non sembra intenzionato a investire. Eppure la nostra è una missione importante e delicata. I ragazzi passano tante ore fra le aule». Dalla scuola materna alle superiori i problemi sono gli stessi.

«Qualche collega – spiega una delegazione di precari – non ha ancora ricevuto lo stipendio di novembre, molti vengono da fuori e quindi devono pagare l'affitto e le doppie utenze». Una prassi che non riguarda soltanto le supplenze per pochi giorni, ma anche quelle annuali. Secondo stime approssimativamente della Uil a Prato sono fra i 30 e i 100 insegnanti che registrano ritardi nei pagamenti. «La situazione è drammatica – spiega Alessandro Rizzello segretario Uil scuola - non ci resta che lanciare una provocazione: il ministero si faccia garante presso le banche per permettere ai precari di riscuotere con regolarità lo stipendio».

In realtà una soluzione simile è stata adottata dalla Regione Toscana per i cassintegrati, ma il meccanismo è complesso e farraginoso. Anche i dirigenti scolastici concordano con l'analisi del sindacato «Nell'auspicare che dal Miur arrivino tempestive notizie di risorse che possano risolvere questo problema – si legge nel documento congiunto approvato dopo l'incontro - si fa presente che anche sul versante del miglioramento dell'offerta formativa non siamo più in grado di investire risorse del Fondo d'Istituto ulteriormente ridotto anche quest'anno. La scuola ha bisogno di risorse certe per rispondere a bisogni ineludibili quali, in una realtà complessa come Prato, l'integrazione sociale, la disabilità, l'orientamento ».

Alessandra Agrati

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa