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Prato

Gestri, una Provincia di cui essere orgogliosi

Gestri, una Provincia di cui essere orgogliosi

Prato, il presidente illustra i risultati raggiunti nel corso della legislatura nel campo dell’edilizia scolastica, strade, trasporti, cultura, formazione

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PRATO. Una Provincia in piena attività, nonostante tutto. E con un presidente, Lamberto Gestri, orgoglioso dei risultati ottenuti: «Sul fronte degli investimenti - afferma - anche se i tagli dei contributi statali sono enormi, al limite dell'impasse totale». Che però non c'è stato: scuole superiori attive «con la promessa di concludere entro la legislatura - dice Gestri - la palestra e all'auditorium del Dagomari», con finanziamenti per un milione e 600mila euro per l'integrazione, anche scolastica, con la prospettiva di ricevere dalla Regione tre milioni e mezzo da investire sugli interventi di regimazione dei fiumi: «per terminare la cassa di espansione di Ponte Attigliano - continua Gestri - e per gli interventi d messa in sicurezza degli argini dell'Ombrone».

E poi strade, WiFi, contributi alle maggiori istituzioni culturali cittadine mantenuti e la conclusione del piano del trasporto pubblico locale con l'aumento tra due anni dei chilometri di percorrenze dei bus sul territorio di Prato dagli attuali 6 milioni 300mila ai futuri 7 milioni.

Buone notizie annunciate dal presidente Gestri anche sul fronte del Creaf, il contenitore di via Galcianese, che attende ancora di trasformarsi in quel parco tecnologico annunciato un paio di anni fa. «La Regione - ha annunciato Gestri - si impegnerà anche economicamente per rendere operativa una struttura necessarie alle imprese innovative del distretto». Con 350mila euro i tre anni, questo che ormai è agli sgoccioli, il prossimo e il 2015.

«Per trasformare il Creaf nel parco tecnologico c'è l'impegno del polo tecnologico di Navacchio, del Pin e del polo tecnologico di Sesto - ha precisato il presidente - ed esistono almeno sette aziende pronte a entrarvi». Resta irrisolta, per il momento, la questione dei sei milioni che Creaf dovrà rendere prima o poi alla Provincia. «Su questo fronte - spiega Gestri - abbiamo utilizzato i residui per far stare in equilibrio il bilancio".

Un passaggio il presidente della provincia lo dedica alla questione cinese: «Non sono d'accordo con il presidente Enrico Rossi, fare case per cinesi non è la strada giusta perché c'è il rischio di creare dei ghetti". Ok, per Gestri, alla creazione "dove si può" di dormitori accanto alle fabbriche: «Ma esistono altre soluzioni - conclude - utilizzare per dare alloggio ai lavoratori cinesi il patrimonio vastissimo di appartamenti sfitti o pensare a soluzioni ancora più avanzate, come la cessione di quei cantieri residenziali rimasti bloccati dalla crisi». (c.o.)(c.o.)

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