Il Tirreno

Prato

Case per cinesi se Rossi ci rende i terreni

di Cristina Orsini
Case per cinesi se Rossi ci rende i terreni

Il sindaco Cenni polemico durante la conferenza di fine anno: di nazisti ho visto solo quelli che schiavizzano gli operai

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PRATO. Roberto Cenni tende una mano al presidente della Regione Enrico Rossi ma con l’altra lo respinge. L’argomento è quello che tiene banco in questa fase: come garantire la sicurezza nelle imprese cinesi e come evitare che gli operai che vivono all’interno delle strutture, facciano la fine del topo come è accaduto in via Toscana il primo dicembre scorso. Cenni si dice d’accordo con la proposta del governatore di ricavare strutture ben fatte anche all’interno dei capannoni produttivi ma afferma anche che «finchè la Regione non ci restituirà quei settecento ettari messi in salvaguardai nello strumento urbanistico regionale e che impediscono al Comune di avere mano libera sulla pianificazione futura, il problema delle case per cinesi certo non si risolverà. Da una parte si lanciano proposte ad effetto e dall’altra non ci preoccupa se si possano realizzare». È un Roberto Cenni polemico quello che ieri ha fatto, con una punta di malinconia nella voce, il resoconto dei quattro anni di attività della prima giunta di centrodestra a Prato, nell’ultima - di questa legislatura - conferenza stampa di fine anno. Una polemica diretta, in particolar modo verso il governatore della Toscana. «Che gestisce le questioni - afferma Cenni - con pochissima lungimiranza». L’esempio lampante, per il sindaco di Prato, sta proprio nella questione cinese. «In alcuni, pochi immobili industriali - dice Cenni - quelli di grandi dimensioni, si può anche pensare di realizzare qualche stanza dormitorio fatta per bene. Ma nella maggioranza dei casi è impossibile proprio per la struttura dei capannoni. Impensabile - continua - pensare di risolvere questa che è un’emergenza anche umanitaria, con dormitori negli stanzoni del Macrolotto Zero», la Chinatown di Prato, appunto. La soluzione, per il sindaco, si potrebbe trovare costruendo nuove case «senza privilegi per nessuno - dice - ma gli spazi utilizzabili per la nuova edificazione ce li ha bloccati proprio la Regione mettendo vincoli nel Pit sui 700 ettari di nostro territorio». Ed è sull’altra questione “calda” del Piano integrato territoriale regionale, la nuova pista dell’aeroporto di Peretola che, secondo Cenni, si manifesta la seconda grande contraddizione di Rossi: «Il nuovo aeroporto di Firenze a Prato poterà solo disagi. Tutti lo sanno anche Rossi che la vuole - continua Cenni - ma che non ha il coraggio di farla in modo che possa avere una funzionalità piena. Rossi non nuove la pista di rullaggio nè ammette sia più lunga di 300metri. Eppure la vuole lo stesso anche se non sarà adeguata». E’ il coordinatore di Forza Italia, Riccardo Mazzoni a replicare: «Capisco la provoocazione del sindaco, ma le case per i cinesi non rappresentano la strada. Si regolarizzino poi potranno affittare gli appartamenti sfitti». Netto, Cenni, su come fare per garantire la sicurezza del distretto parallelo: controlli, controlli e ancora controlli. «Siamo stati gli unici - afferma e continueremo. Non si tratta di repressione ma di prevenzione. Ci hanno chiamato nazisti per i blitz fatti. Ma gli unici nazisti che ho visti in questi quattro anni sono quelli che tengono i loro operai come schiavi». Parole di grande affetto Cenni le dedica alla sua città: «Che ha risorse inaspettate, meravigliose e che vuole uscire da questa crisi, la più profonda mai vissuta, diversificando la produzione ma anche attraverso l’arte e la cultura». Cenni non sa se correrà per il bis: «Perché davvero e non è tattica, non aspetto di sapere il nome del candidato avversario -dice - prima devo capire se la mia permanenza in campo possa avere un’utilità per la città, se resto la persona adatta». Una tirata d’orecchie ai partiti, come sempre, «che hanno raggiunto il punto più basso della loro storia - è il giudizio di Cenni - ma che restano indispensabili per fare da tramite tra istituzioni e cittadini». Ma che riescono a tradire e deludere. A Cenni è successo con l’approvazione per un soffio del bilancio di previsione 2014. E non se lo dimentica: «Ci sono situazione - conclude - nelle quali il bene generale deve venire prima di quello politico e personale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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