Taglio del bosco, allarme dei residenti di Fabio e Faltugnano
«Da mesi dei camion portano via tronchi di alberi secolari» La Forestale rassicura: «È la giusta manutenzione»
VAIANO. Da qualche mese gli abitanti di Fabio e Faltugnano assistono a un via vai di camion che dall' antico borgo del Parmigno scendono a valle carichi di alberi tagliati. «Si sta consumando un vero e proprio disboscamento – spiegano – che colpisce anche i cipressi. Ne abbiamo visti tantissimi abbattuti e in ottima salute. Abbaimo avvisato anche il comune ma non abbiamo ottenuto nessuna risposta».
Oltre alla preoccupazione anche lo stupore, visto che il bosco si trova all' interno dell' area protetta della Calvana. «In questa zona – spiegano gli abitanti – praticamente non è possibile fare nulla senza chiedere l'autorizzazione alla guardia forestale, ci sembra strano che sia possibile procedere a un disboscamento di queste dimensioni che, tra l'altro, necessita di pesanti mezzi che in continuazione si muovono su strade strette di montagna rovinandole completamente». L'autorizzazione in realtà è stata chiesta e l'Unione dei Comuni ha autorizzato il taglio su un' area si 100 ettari di terreno. «Capisco lo stupore degli abitanti – spiega il responsabile del settore forestale Luca Maccelli - ma questo è un esempio di cura del territorio: il bosco in questione deve essere diradato almeno del 40% questo per permettere alle piante di crescere in modo corretto. Il nostro compito è pianificare il taglio delle piante per quanto riguarda la modalità se gli abitanti pensano che i lavori non siano stati fatti in modo corretto possono fare una denuncia e provvederemo a mandare i controlli».
Il diradamento, come lo chiamano i tecnici o il disboscamento termine usato dagli abitanti, si protrarrà ancora per qualche mese. «La porzione interessata – spiega Maccelli – è vasta quindi le squadre si concentreranno su piccoli lotti a rotazione».
Del resto i primi movimenti per le strade di montagna erano già stati rilevati a settembre. «Quindici giorni fa – spiega un residente – sono andato a fare una passeggiata verso la zona alta di Rio Buti e mi sono imbattuto in cataste di legna altissime lasciate nel mezzo dei prati, un tempo verdi e ora sfregiati dai solchi dei camion. Meno male che ci troviamo in una zona protetta». Macelli vede invece il bicchiere mezzo pieno: «Ora la situazione non offre una bella vista, ma entro qualche anno si potrà ammirare un bosco rigoglioso e sano. Purtroppo ci sono dei tempi imposti dalla natura che non possono essere accorciati. Il bosco non è un fiore che basta levare le foglie secche per farlo tornare bello».
Alessandra Agrati
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
