Il Tirreno

Prato

Rossi: un alloggio per gli operai cinesi

di Gabriele Firmani
Rossi: un alloggio per gli operai cinesi

Infuocato dibattito in consiglio regionale: centrosinistra favorevole al piano straordinario, opposizione contraria

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PRATO. Alloggi per i lavoratori cinesi accanto alle fabbriche: per risolvere quella che definisce una “vera e propria emergenza umanitaria” Enrico Rossi è tornato a riproporre la possibilità di concedere una deroga urbanistica a tutti quei territori che accolgono al proprio interno insediamenti produttivi cinesi: «Ai Comuni - ha spiegato Rossi nel corso della seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata all’emergenza Prato - daremo la possibilità di approvare una variante ai regolamenti urbanistici in modo da permettere la realizzazione di spazi da dedicare a funzioni di alloggio accanto alle fabbriche e ai capannoni. Una soluzione che ci permetterà di affrontare in maniera pragmatica la situazione di emergenza sociale che si verrà inevitabilmente a creare con il doveroso inasprimento dei controlli: tutti siamo ben consapevoli di cosa significherebbe per l’economia pratese la scomparsa dell’imprenditoria cinese, e per questo siamo tenuti ad assicurare una soluzione strutturale al problema».

D’accordo con il presidente l’ex-sindaco di Prato, Fabrizio Mattei: «Una tragedia come quella del Macrolotto - ha detto - può benissimo verificarsi anche all’interno di uno dei numerosissimi appartamenti che sappiamo essere iperaffollati da cittadini cinesi anche al di fuori dell’area industriale: per questo una soluzione di carattere urbanistico, tesa a risolvere in maniera organica il problema dell’accoglienza, dev’essere accolta di buon grado». Di tutt’altro parere l’opposizione di centrodestra: «La soluzione proposta da Rossi - ha detto il capogruppo del Pdl-Nuovo Centrodestra, Alberto Magnolfi - vuole farci ripiombare alla preistoria del nostro sistema industriale: ci sono volute decine di anni per superare anche a Prato il modello dei laboratori con affianco lo stanzone con letto e cucina, e d’un tratto il presidente della Regione ci dice che è questa la prospettiva a cui dobbiamo tornare a rifarci». Favorevole alla proposta di Rossi di arrivare al massimo entro febbraio ad avere pronto un piano nazionale per Prato il consigliere regionale di Centro democratico, ex-Italia dei Valori, Rudi Russo: «Il Comune - ha detto - non può essere l’ente cui viene affidato il governo di certi fenomeni come quello dell’esplosione dell’imprenditoria cinese». Se per l’Udc Marco Carraresi si può poi anche andare ad aprire una discussione su una sanatoria per i lavoratori irregolari, «in modo da favorire una loro emersione dall’illegalità», la capogruppo della Federazione della Sinistra Monica Sgherri, ha invece imputato la condizione di abusivismo presente nel distretto industriale pratese a quelle che ha chiamato «negligenze delle forze dell’ordine»: «si mandano - ha detto - tutte le risorse contro i no-Tav in Val di Susa e si lascia che l’illegalità imperversi a Prato». A puntare dirtto il dito contro il centrosinistra in Regione, è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli: «Qualche domanda su come hanno operato le Asl, responsabili dei controlli, sarebbe assolutamente necessaria. Pensare poi di risolvere la situazione estendendo la cittadinanza a tutti i lavoratori irregolari o permettendo addirittura la costruzione di dormitori affianco alle fabbriche è sbagliato».

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