Italia
Piazze piene ma negozi vuoti La crisi continua a mordere
PRATO. «Per noi la domenica non è significativa, potremmo stare tranquillamente chiusi». Il racconto di Riccardo Cantini, dello storico negozio di Corso Mazzoni “Berretti” sarà pure un case limite. I...
PRATO. «Per noi la domenica non è significativa, potremmo stare tranquillamente chiusi». Il racconto di Riccardo Cantini, dello storico negozio di Corso Mazzoni “Berretti” sarà pure un case limite. I tessuti e l'abbigliamento che propone sono di alta gamma, un segmento a parte nel mare infinito della recessione che deprime i consumi e rende tutti più poveri. Anche sotto le festività natalizie.
È questo l'umore condiviso da parte dei commercianti del centro cittadino, quando si tratta di stilare un primo bilancio del periodo dello shopping sotto l'albero.
La domenica coi negozi aperti ha sicuramente portato ad un'impennata delle presenze. Il cosiddetto “struscio” sembra essere tornato di moda, complice proprio la recessione che rende molto più onerosa di un tempo la gira fuori porta o una campagna acquisti natalizi nella vicina Firenze. L'affollamento del centro, però, non deve illudere. E non abbaglia tanto meno gli esercenti.
Il motto potrebbe essere “piazze piene, negozi vuoti”. Il primo a registrarlo con amarezza, Cantini di “Berretti” specifica che non c'è stata alcuna inversione del trend rispetto all'inverno del 2012: «Sarà il terzo anno consecutivo – ammette – che gli incassi sono inferiori alle attese. Se la dinamica si è stabilizzata questo è accaduto solo in negativo. La crisi persevera e ci sono dei problemi di degrado durante la settimana, quando il nostro tipo di clientela di solito è più interessato a fare degli acquisti». Laddove il decoro urbano starebbe per crescere in misura apprezzabile, in piazza San Francesco, il ritardo dei lavori di recupero infondono un'ulteriore dose di amarezza nei commercianti.
Il risultato è un livellamento verso il basso delle vendite, vanificando i possibili benefici di una domenica pre-natalizia: «Difficile dirsi contenti, c'è un certo appiattimento rispetto agli anni passati – è il parere di Massimo Paoletti di Pep Store di via Cairoli –. Le feste, da questo punto di vista, rappresentano per noi solo un piccolo risveglio».
Sull'abbigliamento, per trovare una voce sorridente bisogna tornare in Corso Mazzoni da Benetton, fortemente premiato – a quanto pare – dal binomio qualità della collezione e prezzo abbordabile ai portafogli dei più: «C'è un leggero incremento sul natale scorso» spiega la titolare. Sempre per restare nella serie dei prodotti da ceto medio, in tempi di depressione economica, non si lamenta neanche la profumeria Gardenia, la catena che vanta due negozi nella parte antica della città (uno in via Ricasoli, l'altro in Corso Garibaldi).
«Gli incassi sono in linea con un anno fa» confidano le commesse anche se a domanda esplicita sul beneficio della domenica concordano: «Le piazze sono piene, ma i negozi restano vuoti».
Carlandrea Poli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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