Attenzione
Sel: «Quei soldi sono una vergogna clientelare»
Diego Blasi attacca la scelta del sindaco di Prato di concedere un ingente finanziamento all’associazione di un suo consigliere
PRATO. «Il sindaco Roberto Cenni, con la concessione di ben 35.000 euro all'associazione di Paolo Calamai (suo consigliere), dimostra di aver ereditato dalle vecchie logiche del passato le peggiori pratiche clientelari». Lo sostiene Diego Blasi di Sinistra ecologia e libertà. «La ridicola scusa per giustificare questo ingente esborso di denaro pubblico - attacca Blasi - è stata quella di "rivitalizzare le aree più degradate del centro storico", come ad esempio via Pier Cironi, attraverso le attività culturali(?) dell'associazione di Calamai. Questa operazione, rappresenta un affronto per tutta la città e per le numerose associazioni che la popolano».
«Con quei soldi - prosegue la nota di Sel - il sindaco avrebbe potuto creare progetti finalizzati alle Politiche Giovanili, smantellate durante la sua gestione amministrativa (ma che andranno presto ripristinate). Avrebbe potuto finanziare le associazioni giovanili - e non solo - che si occupano di volontariato come "Help and Birth Onlus", di cultura come "Werehouse", le tantissime compagnie teatrali, i molteplici progetti editoriali spesso autofinanziati; associazioni come "Recuperiamoci!" che operano in zone che presentano delle forti criticità, ecc. E potrei andare avanti, citando tutte quelle soggettività che in questi anni si sono viste sbattere la porta in faccia a fronte di progetti straordinari, sentendosi sempre dire che mancavano i soldi. Mentre invece c'erano e venivano regalati agli amichetti del sindaco e della giunta, per operazioni improduttive e di dubbia qualità. Come in questa circostanza, appunto».
«Cenni chiarisca subito a cosa sono serviti quei soldi - conclude Blasi - perché sono stati dati proprio all'associazione di Calamai e perché sono stati concessi senza un bando pubblico. Se non saprà rispondere, sarà l'ennesima prova di una gestione padronale/aziendale delle istituzioni».
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