Gioco
Prato, Aldo Milone: «Ora i cinesi fuggono dai capannoni per andare a riempire gli appartamenti»
L’assessore alla Sicurezza, pronto a ricandidarsi come sindaco alle prossime amministrative, attacca il presidente Rossi che risponde per le rime
PRATO. Del governo consiglia di non fidarsi, perché se voleva mandare sul serio rinforzi avrebbe già fatto arrivare forze dell'ordine e ispettori. Sulle elezioni amministrative lancia un messaggio da far tremare i polsi a eletti e dirigenti del centrodestra: «Io 5 anni fa ho stretto un accordo direttamente con Cenni, pertanto se dovesse non ricandidarsi correrò da sindaco con Prato Libera e Sicura e con le forze che ci staranno”. Aldo Milone, lunedì sera ha fatto il pieno di pubblico alla Croce d'Oro per il secondo appuntamento del suo gruppo di sostenitori nato su Facebook “Prato si ribella a ogni sistema di illegalità”.
In 150 sono accorsi per poterlo sentire – qualcuno venendo persino da Pontedera – e per fare le immancabili segnalazioni sulle irregolarità che – ricorda in queste ore l'assessore alla sicurezza – si stanno spostando gradualmente dai capannoni agli appartamenti trasformati in dormitori. A chi lo avvicina su questo tema il consiglio è lo stesso: fare un esposto all'Asl e girarlo all'assessorato per consentire l'azione della polizia municipale. Con un forte scetticismo circa la possibilità di essere aiutato sul serio, questa volta, da Roma: «Potevano mandare 30 uomini a Prato dopo tre giorni».
La sua battaglia con la giunta Cenni, iniziata 4 anni e mezzo fa, potrebbe proseguire facendo affidamento solo sulle proprie risorse. Ovvero, potendo contare principalmente sugli agenti della municipale che arriva a riempire di elogi fino a spendere una frase molto impegnativa: «Hanno lavorato molto bene e sono stati pressati, costretti a un lavoro massacrante. Se facessero uno sciopero non potrei obiettare nulla». A futura memoria dei sindacalisti. Nel presente, invece, specifica per quale ragione il nuovo allarme sulla sicurezza legato ai cinesi sia da trasferire – in seguito al tragico rogo del 1° dicembre in via Toscana – dai capannoni agli alloggi: «Registro un fuggi-fuggi generale verso le case. Non vedrei problemi di sorta se fossero famiglie normali e vivessero in condizioni normali. Purtroppo nell'ultimo controllo abbiamo scoperto un appartamento di 80 mq con 17 posti letto in condizioni igieniche irriferibili».
Ed è dai controlli che – sostiene – bisognerà ripartire per la campagna elettorale: «Saranno il tema dominante delle amministrative» predice. Così, si mette avanti. Su entrambi i fronti. Verso il centrosinistra lo stralo è riservato al governatore Enrico Rossi: «In 10 giorni è passato dal sostenere i controlli alla proposta di dare la cittadinanza ai cinesi. Fossi in lui sarei preoccupato per le sue condizioni mentali».
Agli alleati prospetta due strade: o il Cenni-bis con lui capolista per Prato Libera & Sicura – l'incontro alla Croce d'Oro si inserirebbe, pertanto, nell'ottica dell'avvio della caccia alle preferenze – o una corsa da candidato sindaco civico per PLS con la sola possibilità per alfaniani e berlusconiani di accodarsi.
Carlandrea Poli
Alle affermazioni di Milone risponde così il presidente Enrico Rossi.
"Già altre volte ho dovuto subito questi processi. Quando mi interesso di Prato c'è sempre qualcuno che alza gli scudi e si scatenano sventagliate di invettive contro le mie proposte e la mia persona, fino ad essere lesive della mia stessa onorabilità. Ma questa volta non mi piego, Prato non è extraterritoriale rispetto alla Toscana. Questa volta andrò fino in fondo".
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