Sicurezza
Strage del Macrolotto di Prato, ancora due giorni per i risultati dell’autopsia
I parenti delle vittime chiedono di far presto. Intanto il presidente Rossi propone di dare un permesso di soggiorno per motivi di “protezione sociale” ai lavoratori irregolari impiegati in nero
PRATO. Si concluderà probabilmente nella giornata di mercoledì 18 dicembre la serie di autopsie sui sette cadaveri degli operai morti il 1° dicembre nell'incendio della Teresa Moda di via Toscana. Solo da quel giorno la procura potrà eventualmente liberare le salme così come richiesto ieri pomeriggio, domenica, dai parenti delle vittime, che hanno inoltre annunciato la richiesta di volersi costituire parte civile nell'eventuale processo contro i presunti responsabili della strage (al momento ci sono cinque indagati: 4 cinesi e un italiano, proprietario dell'immobile).
Intanto la Regione Toscana sta lavorando a un piano straordinario per potenziare i controlli nei luoghi di lavoro, in particolare nei distretti tessili, per mitigare le problematiche sociali che potrebbero emergere dalle verifiche, oltre a intervenire per far emergere situazioni di sommerso e prevedere intese con associazioni di imprese e categorie. È quanto discusso oggi, lunedì 16 dicembre, nel corso della seduta della Giunta regionale. Domani, martedì 17, alle 11 è in programma una seduta straordinaria del consiglio regionale sul "caso Prato".
Secondo il presidente della Regione Enrico Rossi c'è «un pericoloso scivolamento verso l'economia sommersa e il lavoro nero. Non tutto naturalmente è collegato o da collegare alla presenza cinese. Episodi come quello di Prato hanno fatto emergere che dietro ai “lustrini” dell'economia ci siano pesanti realtà di sfruttamento, di lavoro nero e di mancanza di diritti umani». «Sono convinto - ha detto ancora Rossi - che occorra la repressione e la vogliamo fare perché vogliamo tutelare i diritti umani di questi lavoratori». In quest'ottica, secondo il presidente della Regione, oltre a un rafforzamento dei controlli sarebbe necessario anche prevedere che «in presenza di lavoratori in nero irregolari o clandestini, si possa applicare l'articolo 18 della legge Turco-Napolitano, che permette di dare a queste persone il permesso di soggiorno per motivi di “protezione sociale”». Altro fronte, ha ricordato Rossi, è quello urbanistico, obbligando, ad esempio, «i proprietari dei capannoni a risistemarli, pena la chiusura», e «realizzando magari anche dei dormitori ad hoc». Per Rossi «così facendo otterremmo in un colpo solo un incivilimento della situazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
