Il Tirreno

Prato

Operaio cadde da un lampione, assolto dirigente del Comune di Vernio

Il responsabile dell’ufficio tecnico era imputato di lesioni gravi. L’infortunio sul lavoro avvenne sei anni fa nel parco dell’Albereta

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PRATO. A sei anni di distanza dall’infortunio sul lavoro nel quale rimase gravemente ferito un operaio dipendente del Comune di Vernio, Pietro Felice, il giudice monocratico di Prato Michaela Lunghi ha assolto per non aver commesso il fatto l’architetto Francesco Querci, all’epoca responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Vernio. L’architetto Querci, difeso dall’avvocato Maurizio Briganti, era imputato di lesioni colpose gravi. L’infortunio avvenne il 10 luglio 2007 a Vernio.

Il dipendente comunale, Pietro Felice, addetto ai servizi manutentivi, era stato incaricato di pulire i globi dei lampioni del parco comunale dell’Albereta di Vernio. Anzichè utilizzare un ponte montato su un autocarro, che avrebbe garantito maggiore sicurezza, l’operaio si era servito di una scala portatile. Una volta appoggiata al lampione il peso dell’operaio ha fatto crollare il lampione. L’operaio, che in quel momento si trovava a poco meno di 3 metri di altezza, rovinava a terra procurando numerosi lesioni. A provocare il crollo del lampione, è stato poi accertato, era stato il processo di ossidazione che aveva eroso alla base il palo.

Nella caduta l’operaio riportava una frattura composta al malleolo perioneale ed apofisi anteriore al calcagno sinistro e contusioni multiple. Da una prognosi iniziale di 30 giorni era poi passato a 111 giorni. Il processo, conclusosi nei giorni scorsi, ha quindi visto assolto l’architetto in quanto non è stato ritenuto responsabile dell’accaduto.

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