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Prato

Scuola, stipendi dei precari a sorteggio ma le presidi sono ottimiste

di Martina Altigeri
Scuola, stipendi dei precari a sorteggio ma le presidi sono ottimiste

Secondo Maria Grazia Ciambellotti e Maria Grazia Tempesti si tratta di ritardi nel trasferimento dei fondi ministeriali Il caso di Alessia insegnante alla Mazzei, è ancora in attesa dello stipendio di novembre

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PRATO. Anno scolastico nuovo, ma vecchi problemi per alcuni insegnanti precari che lavorano nelle scuole pratesi. Nonostante ogni giorno siedano in cattedra e portino avanti il programma didattico, lamentano ritardi nella riscossione dello stipendio e della tredicesima.Non è un fatto di poco conto, soprattutto se si parla di docenti che devono pagare affitti o mutui o, più semplicemente, se hanno in previsione delle spese a ridosso del Natale, ma la situazione è più contenuta rispetto allo scorso anno e limitata soltanto ad alcuni istituti.

Le dirigenti Maria Grazia Ciambellotti e Grazia Maria Tempesti, in qualità di capofila dei vari presidi cittadini, ritengono che il ritardo dei pagamenti sia legato solo allo slittamento del passaggio di liquidità dal ministero del tesoro alla scuola, una questione che nel giro di pochi giorni sarà sistemata.

«Nella mia scuola (Gramsci-Keynes ndr.) il saldo per il pagamento dei contratti precari è stato emesso dal ministero tra mercoledì e giovedì scorso, nei tempi previsti – commenta la dirigente Tempesti - Può darsi che alcuni istituti non lo abbiano ancora avuto a causa di ritardi bancari, ma presto, forse già ad inizio settimana, tutto andrà a posto».Dello stesso parere anche la preside Ciambellotti, la quale riferisce che nella recente riunione avuta presso l’ufficio scolastico provinciale, non è stato per nulla sollevato il problema della mancanza degli stipendi.

«Non escludo che non ci siano stati ritardi, forse alcune scuole non hanno a disposizione un sufficiente fondo per pagare le supplenze – commenta la dirigente – I docenti interessati sono quelli che hanno contratti temporanei, chiamati direttamente dalle scuole per sostituire colleghi per maternità o malattie, non riguarda professori di ruolo o il personale con contratti annuali sino alla fine della scuola».

L’istituto comprensivo Pacetti si è trovato quindi a centellinare gli stipendi in base alla sua liquidità e, molto probabilmente, sarà pronto a saldare il debito verso il restante personale non appena il ministero emetterà le quote necessarie.

Una situazione simile interessa anche alcuni insegnanti delle medie Ser Lapo Mazzei. Tra essi Alessia Pascarella, docente precaria di lettere, che già lo scorso anno si trovò a fare i conti con il ritardo dell’accredito della retribuzione. «Non ho ancora ricevuto lo stipendio di novembre, di dicembre e né la tredicesima – ammette – Come lo scorso anno vedo che i pagamenti non sono puntuali». Il suo incarico è temporaneo e rinnovato mese mese dalla segreteria scolastica.

Si tratta di un contratto breve che determina, a livello centralizzato al ministero, ulteriori ritardi legati alla contabilità statale.

Il ministero del tesoro si difende e accusa del ritardo il sistema informatico delle banche, queste invece additano la mancanza dei pagamenti alle scuole e ai loro tempi di registrazione dei contratti. In questo passaggio di responsabilità gli unici che ci rimettono sono i precari che faticano pure per ottenere i loro diritti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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