Il Tirreno

Prato

Gli stipendi dei supplenti pagati con il sorteggio

di Maria Lardara
Gli stipendi dei supplenti pagati con il sorteggio

E’ successo all’istituto comprensivo Iva Pacetti dove la preside Ammaturo a fronte di soli 5mila euro in cassa ha estratto a sorte i nominativi dei 5 fortunati

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PRATO. Il primo era stato un liceo linguistico di Grosseto che, ad aprile scorso, per retribuire cinque dei dodici supplenti, tirò a sorte gli stipendi per la mensilità di febbraio.

Dovette intervenire la Regione che, nel clamore suscitato dall’iniziativa, anticipò i fondi per pagare i precari esclusi.

E’ successo di nuovo, stavolta a Prato all’istituto comprensivo Iva Pacetti (scuola dell’infanzia Dalla Chiesa, scuola dell’infanzia di via Ferrucci, primaria Dalla Chiesa e Santa Gonda) dove venerdì scorso la preside Luigia Anna Ammaturo, a fronte di 5mila euro disponibili in cassa, ha preso la singolare iniziativa di estrarre a sorte i nominativi dei supplenti (sia del personale Ata che del corpo insegnanti) a cui doveva le spettanze di novembre: 5 su 18 i “fortunati”, quattro insegnanti e un addetto ai servizi scolastici.

Non si tratta però di un caso isolato. Stando alla denuncia del sindacato Uil Scuola, a Prato (come nel resto d’Italia) istituti comprensivi e superiori sarebbero ormai a secco: scarseggia la copertura dei fondi del Mef (ministero del Tesoro) da cui dipende il pagamento degli stipendi dei precari per le supplenze brevi (gli insegnanti di ruolo vengono invece pagati da Miur, idem per le supplenze annuali).

Un altro singolare caso segnalato dal sindacato Uil Scuola riguarda l’istituto comprensivo Malaparte dove per correre ai ripari la dirigente scolastica, a fronte di 3mila euro in cassa, avrebbe fatto in modo che venissero pagati tre su cinque supplenti tenendo conto del singolo quadro economico.

«Così chi aveva più incarichi di supplenza è rimasto escluso in modo da andare incontro a chi lavora meno – racconta Alessandro Rizzello, segretario della Uil Scuola - In altri istituti comprensivi invece hanno dato piccoli acconti, con la prospettiva di saldare tutto a gennaio o febbraio. Il problema dell’erogazione in ritardo per le supplenze brevi - continua il sindacalista - va avanti da mesi perché non arrivano fondi dal Ministero. Nelle scuole si fanno i salti mortali e i precari sono quelli che ci rimettono».

Così, oltre al danno di essere precari, rispetto ai colleghi di ruolo, ora anche la beffa di non essere pagati con puntualità.

Per mercoledì mattina, all’istituto Gramsci-Keynes, è in programma un’assemblea sindacale per discutere della situazione.

Inizialmente si pensava che le ragioni del ritardo fossero dovute ai problemi legati alla sperimentazione di nuove procedure e alla centralizzazione dei pagamenti. Ora però siamo quasi a Natale e sarà una festa amara per centinaia di precari della scuola pratese (primaria, secondaria e superiori), tenendo conto che in diversi casi solo a novembre erano state saldate le mensilità di settembre e ottobre. Per novembre e dicembre si parla ormai ad anno nuovo.

Il segretario della Flc-Cgil, Daniele Monticelli, definisce comunque «piratesco» il metodo del sorteggio. «I lavoratori esclusi - dice - potrebbero far valere i propri diritti nei confronti dell’amministrazione centrale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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