Sicurezza
All’istituto Buzzi di Prato nasce un laboratorio-museo dedicato alla filatura cardata
Le macchine saranno visibili su prenotazione. Riunito l’intero ciclo produttivo del cardato dagli stracci al filato
PRATO. Un laboratorio museo all'interno delL’istituto Buzzi dove rivivono le macchine degli anni 50 per insegnare ai giovani tecnici degli anni 2000.
«L'idea spiega- Lucia Pieri, insegnante e curatrice del museo – è nata dagli stessi ragazzi che mi hanno chiesto di riunire insieme tutte le macchine che ci sono a scuola, alcune le abbiamo ereditate dalla sede di piazza Ciardi, e renderle funzionanti.” Ex allievi, vecchi professori, genitori e ragazzi, tutti hanno collaborato alla nascita del museo della filatura cardata che si ispira direttamente al Mumat di Vernio.
«I macchinari che abbiamo rimesso in funzione – spiega Pieri – hanno una funzione didattica, oltre che storica, importantissima in quanto sono apribili e quindi si può vedere direttamente il funzionamento, naturalmente mantenendo tutte le precauzioni richieste dalla sicurezza».
Le macchine saranno visibili su prenotazione. Il laboratorio museo riunisce l'intero ciclo produttivo del cardato dagli stracci al filato. Gli alunni della VB insieme alla professoressa Pieri hanno preparato anche una piccola pubblicazione che sintetizza il ciclo del cardato, inoltre accanto a ciascuna delle quattro macchine presenti (carde per feltrino campione, lupa e battitrice, assortimento manuale e filatoio selfacting tipo Platt) è stato collocato un pannello didattico. Per tanti ex allievi è stato un'emozione ritornare al Buzzi e rivedere in funzione le macchine su cui hanno imparato a lavorare oltre 30 anni fa.
«Anche se i macchinari sono storici – continua Pieri – il meccanismo del funzionamento è simile a quello moderno, soltanto che oggi tutto è racchiuso all' interno della macchine e quindi non è possibile vederlo. Per un perito tessile capire il funzionamento di un macchinario è un passaggio essenziale».
Visibilmente emozionato anche il professor Luigi Della Rovere che per anni ha insegnato tessitura, proprio su quei macchinari e per l'occasione si è trasformato in un abile falegname. All' inaugurazione erano presenti anche Ambra Giorgi assessore provinciale alla formazione, il presidente della Provincia Lamberto Gestri e il sindaco di Vernio , che è anche un ex allievo, Paolo Cecconi.
«La grande novità di questo museo – ha sottolineato il preside del Buzzi Erminio Sernotti – è la mescolanza fra cultura e didattica, i macchinari funzionanti sono sicuramente una grande emozione».
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