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Prato

Montemurlo, a scuola si cambiano gli infissi e i bambini battono i denti

di Maria Lardara
Montemurlo, a scuola si cambiano gli infissi e i bambini battono i denti

Giorni di disagio a causa della decisione di sostituire le finestre proprio nel periodo più freddo dell’anno, proteste delle mamme

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MONTEMURLO. Quando si dice il tempismo. Fuori fa freddo e alla scuola dell’infanzia di Novello a Montemurlo ne approfittano per sostituire gli infissi quando, fra meno di una settimana, l’attività didattica sarà sospesa in occasione della pausa natalizia.

«Fortuna che i bambini vengono imbottiti di vestiti, non sarebbe stato meglio aspettare le vacanze di Natale per cambiare le finestre alla materna?», s’interroga la mamma di una bimba che frequenta la scuola di Novello con una segnalazione inviata al Tirreno.

I lavori vanno avanti da due giorni e interessano un’aula alla volta (dovrebbero terminare oggi), costringendo così bambini e insegnanti a sostare nell’androne dell’edificio, per la felicità dei più piccoli che devono spostarsi di classe in classe dopo aver staccato i cartelloni e i disegni attaccati alle finestre.

«Passare la mattinata nell'androne con la classe al ghiaccio mi pare una follia – fa notare sempre la mamma che chiede di rimanere anonima -. Visto che non c'è urgenza e che la scuola rimane chiusa fino al 6 gennaio, perché non aspettare le vacanze per evitare disagi?».

In realtà, quelle finestre nuove erano attese da ben dieci anni tanto che, tutte le volte che piove, l’acqua entra in classe e i piccoli allievi dell'infanzia di Novello devono convivere con una situazione non piacevole.

Quello che fa notare la mamma è però una questione di opportunità visto che ormai le vacanze di Natale bussano alla porta e che, a scuola chiusa, si eseguono meglio i lavori senza infiltrazioni di aria fredda.

«L’osservazione è pertinente ma, vista l’urgenza, non si poteva aspettare ancora per sostituire le finestre - fa notare il dirigente scolastico Paolo Calusi -. Comunque non c’è stata nessuna interruzione dell’attività didattica. Capisco la preoccupazione dei genitori ma i bambini vengono spostati in luoghi tenuti al caldo. Comunque, non avrei mai autorizzato dei lavori che mettessero a rischio la loro sicurezza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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