Il Tirreno

Prato

Prato oggi saluta Anna Fondi un gigante di donna

di Giuseppe Gregori
Prato oggi saluta Anna Fondi un gigante di donna

Cominciò a lavorare in fabbrica a 12 anni e mezzo poi, da assessore, costruì dal nulla i servizi sociali

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PRATO. Aveva iniziato a lavorare a dodici anni e mezzo, "col libretto di lavoro falsificato", come ricorda il fratello Giovanni, al Fabbricone. Più avanti andò dal Mazzini: la assunsero volentieri perché aveva imparato molto bene a lavorare ai telai. Il padre Angiolo era un antifascista riconosciuto, amico di Alberto Torricini: la sua casa era stata spesso sede di incontri e riunioni tra antifascisti e comunisti.

Fu così che negli anni del dopoguerra, quando Galileo Corsi rinnovò il gruppo dirigente del Pci e delle organizzazioni di massa ad esso collegate, Anna fu una delle poche donne giovani su cui investì per il futuro. La troviamo impegnata, oltre che nel Partito, nell'Unione Donne Italiane, nelle lotte per cambiare il paese, e nel sindacato dei lavoratori tessili, la Fiot-Cgil, dove muove i primi passi anche Bruno Fattori, che diventerà suo marito: un matrimonio storico per la nostra città, celebrato in Comune, contemporaneamente a quello di Gracco Giustini e di Nara Marconi, dal sindaco Giovannini. Purtroppo Bruno morirà nel febbraio del 1958, in circostanze drammatiche e dolorose, per Anna e la figlia Daniela di poco più di cinque anni.

La grande stagione della sua vita politica la visse da assessore nelle giunte presiedute dal sindaco Vestri, quando costruì dal nulla i servizi sociali, in una città in cui erano arrivati e stavano ancora arrivando migliaia di immigrati, in cui c'era bisogno di tutto, di aiutare le famiglie disagiate, le donne, i giovani e i bambini.

Anna Fondi alle politiche sociali e Liliana Rossi alla pubblica istruzione, due donne straordinarie, cambiarono Prato, realizzando un welfare locale i cui effetti sono ancora visibili al giorno d'oggi.

Questa bellissima vicenda Anna l’ha raccontata un paio d'anni fa in un libro scritto da Chiara Recchia, intitolato "Conversazioni con Anna Fondi"(ed. Pentalinea), dando voce ai tanti collaboratori che la sostennero e la aiutarono a trasformare la beneficienza in diritto dei cittadini.

Gli stessi temi affrontati nella pubblica amministrazione Anna potè riprenderli qualche anno più avanti, quando assunse la direzione del sindacato pensionati della Cgil di Prato, a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, un sindacato che stava conquistandosi un ruolo preciso all'interno della Confederazione e che ancora non aveva vissuto la crescita di iscritti del decennio successivo.

Mise a disposizione del sindacato la sua grande esperienza, le conoscenze acquisite nell'attività amministrativa, affrontando le problematiche degli anziani, di quelli che sono rimasti soli e dei non autosufficienti, facendo fare allo Spi un grande salto di qualità. Ha affrontato sempre discussioni e polemiche con una grande umanità e col sorriso sulle labbra, senza alzare la voce e senza perdere la pazienza, ma sempre senza cedere di un millimetro.

E' rimasta attiva e interessata ai problemi fino agli ultimi giorni: quando le fu ricordato che il prossimo 19 gennaio avrebbe compiuto novant'anni espresse un desiderio: organizzare un incontro con altri compagni che nel 2014 avrebbero raggiunto lo stesso traguardo, come Natale Consorti, Fiorenzo Fiondi e Vasco Guarducci. Desiderio che non s'è potuto esaudire.

Questa mattina alle 11 si svolgerà la cerimonia funebre nella sala consiliare del Palazzo comunale.

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